
Assovini
Varietà: 378 CENTESIMINO - Data di ammissione al Registro: 7/05/2004 - Gazzetta ufficiale: G.U. 242 - 14/10/2004
Il vitigno Centesimino, a bacca nera, viene coltivato nella regione Emilia-Romagna.
Il Centesimino è un vitigno chiamato fino a poco tempo fa Sauvignon rosso per le sue particolari caratteristiche di aromaticità erbacea che ricordano la forza prorompente del Sauvignon Blanc. Seppure se tra i due vitigni non vi sono parentele, anche il Centesimino, così come il Sauvignon, può considerarsi un vitigno semiaromatico. Per quanto riguarda la “natura” del vitigno, oggi - grazie agli esami effettuati sul dna - si può affermare con certezza che il Centesimino è un biotipo dell’“Alicante faentino” e quindi una varietà a sé stante e non riconducibile ad altri ceppi già riconosciuti.
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: medio-grande con pagina superiore verde scuro e mediamente bollosa, mentre l'inferiore è quasi glabra e più chiara.
- Grappolo: medio, tendente ad una leggera alatura.
- Acino: medio-piccolo
- Buccia: molle e non eccessivamente colorata anche se tendente al violetto-bluastro.
- Denominazioni vinificate in Emilia Romagna
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Il vitigno Centesimino dà un vino rosso rubino cupo, intenso. Al naso ha note floreali quali, fiori di arancio, rosa appassita e viola, sottili note speziate di liquirizia ed anice. Al palato è secco, sottile freschezza dalla giusta tannicità, netta ed evidente ma mai aggressiva, di corpo e pieno del piacevole equilibrio ed armonicità.
Varietà: 050 CANINA NERA - Data di ammissione al Registro: 25/05/1970 Gazzetta ufficiale: G.U. 149 - 17/06/1970
Il vitigno Canina nera, a bacca nera, viene coltivato nelle regioni Emilia-Romagna e Toscana.
Il Canina nera è un vitigno piuttosto raro, si coltiva in pochi filari per essere utilizzato in uvaggio con altre uve rosse nostrane. La principale area di di produzione si limita alla pianura romagnola, in particolare nella provincia di Ravenna. Ancora più rara è la presenza del Canina Nera in Toscana.
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: media, pentalobata.
- Grappolo: medio, piramidale, mediamente compatto, solitamente munito di un paio di ali.
- Acino: medio-grosso, sferoidale, tavolta leggermente allungato
- Buccia: molto pruinosa e di colore blu nero.
- Denominazioni vinificate in Emilia Romagna
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Dalla vinificazione del vitigno Canina nera, che richiede una breve macerazione, si ottiene un vino rosso vivace, fresco e fruttato nei profumi, generalmente non molto alcolico, di buona morbidezza e con una chiusura al palato tendenzialmente amara. E' preferibile consumarlo giovane.
Varietà: 035 BONARDA - Data di ammissione al Registro: 25/05/1970 Gazzetta ufficiale: G.U. 149 - 17/06/1970
Il vitigno Bonarda, a bacca nera, viene coltivato nelle regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte.
Antico vitigno piemontese ricco di sinonimie e di false omonimie delle quali la più frequente è quella di Croatina. Il nome Bonarda venne utilizzato per la prima volta, nel 1799 dal Conte Nuvolone per indicare un vitigno delle colline torinesi. Successivamente l'Acerbi (1825) lo descive tra i vitigni dell'Alessandrino. Il Di Rovasenda (1877) ne fa una precisa descrizione distinguendola dalle false Bonarde. In sud America (Brasile, Argentina) è coltivata diffusamente un vitigno chamato Bonarda che per alcuni Autori è la Charbono della Califonia. L'etimologia del nome sembra derivi dall'aggettivo "buono".
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: media, cuneiforme-pentagonale, più larga che lunga, qualche volta senza lobi, oppure tri o pentalobata.
- Grappolo: medio-grande o grande, leggermente spargolo, con due o tre ali.
- Acino: medio-piccolo, ellissoidale
- Buccia: pruinosa, di colore blu-nero.
- Denominazioni vinificate in Emilia Romagna
-
Caratteristiche sensoriali del vino
- Il vino ottenuto dal vitigno Bonarda è rosso intenso con riflessi violacei. Il suo profumo è fresco e vinoso, poco tannico, morbido, equilibrato, non molto strutturato ma di buona persistenza.
Varietà: 025 BIANCAME - Data di ammissione al Registro: 25/05/1970 Gazzetta ufficiale: G.U. 149 - 17/06/1970
Il vitigno Biancame, a bacca bianca, viene coltivato nelle regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Marche, Umbria.
Pur essendo di origine sconosciuta, si reputa che provenga da uno dei cloni differenziatosi dal vecchio greco. Noto indistintamente anche come Bianchello, fonda la sua storia su notizie nebulose che confinano con la leggenda. Scientificamente ne parla Andrea Bacci da Sant'Elpidio a Mare (Ascoli Piceno) nel suo Naturalis Historia del 1596, dove pone l'accento sui vini prodotti in loco. Molti studiosi sono certi che si tratta di un biotipo di Trebbiano Toscano, anche se alcuni sinonimi riconducono a una possibile parentela con il Greco (da qui Greco Bianchello o l'errato Greco Bianco): nessuna delle due supposizioni può dirsi però certamente fondata. Altri termini usati per descrivere il Biancame, tra cui Balsamina bianca e Biancone, fanno riferimento al pallido colore della sua buccia.
La zona di produzione è ampia lungo la costa orientale dell'Italia centrale e nelle Marche (dove il Biancame e' conosciuto anche con il nome di Passerina) soprattutto lungo il litorale e nelle zone collinari adiacenti. Il biancame concorre nella preparazione del "Bianchello del Metauro DOC".
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: pentagonale, di medio-grande dimensione, quinquelobata.
- Grappolo: grande, di forma cilindro-conica, spesso alata e semi serrata.
- Acino: di media grandezza, rotondo
- Buccia: sottile non molto consistente, di colore giallastro spesso cosparsa di punteggiature e macchie marrone, scarsamente pruinosa.
- Denominazioni vinificate in Abruzzo
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Avendo spiccate caratteristiche di freschezza e sapidità, il vitigno Biancame viene prevalentemente vinificato in acciaio offrendo un vino di colore giallo paglierino dal delicato bouquet di fiori di mela e di pesca e note speziate. Al gusto prevale acidità e fresca persistenza aromatica speziata con un piacevole retrogusto amarognolo.