Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato con D.M. 01.08.2001, G.U. 190 del 07.08.2001
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Bardolino Superiore D.O.C.G.
La denominazione di origine controllata e garantita “Bardolino Superiore" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
- Bardolino Superiore
- Bardolino Superiore Classico
1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Bardolino Superiore
- Bardolino Superiore (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- >< 35-80% Vitigno Corvina Veronese (ammessa presenza del Vitigno Corvinone per max 20%)
- >< 10-40% Vitigno Rondinella
- =< 15% Vitigno Molinara
- =< 20% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona, con un limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato.
- => 12% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico e sapore asciutto, sapido, armonico.
- Bardolino Superiore Classico (Vino Rosso Classico)
- Versioni: Secco
- >< 35-80% Vitigno Corvina Veronese (ammessa presenza del Vitigno Corvinone per max 20%)
- >< 10-40% Vitigno Rondinella
- =< 15% Vitigno Molinara
- =< 20% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona, con un limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato.
- => 12% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Classico dal colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico e sapore asciutto, sapido, armonico.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Bardolino Superiore
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOCG Bardolino Superiore si estende sulla fascia pedemontana in provincia di Verona, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
- La Zona di Produzione del Vino DOCG Bardolino Superiore è localizzata in:
- provincia di Verona e comprende il territorio dei comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano, Cavaion, Torri del Benaco, Caprino, Rivoli Veronese, Pastrengo, Bussolengo, Sona, Sommacampagna, Castelnuovo, Peschiera e Valeggio.
- La Zona di Produzione del Vino DOCG Bardolino Superiore Classico è localizzata in:
- provincia di Verona e comprende il territorio dei comuni di Bardolino, Garda, Lazise, Affi, Costermano e Cavaion.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Bardolino Superiore
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Bardolino Superiore prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOCG Bardolino Superiore non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOCG. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOCG Bardolino Superiore è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOCG Bardolino Superiore
Con l’utilizzo della DOCG Bardolino Superiore i Produttori Vinicoli Veneti sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Bardolino Superiore
Antipasti di Prosciutto veneto, soppressa vicentina, formaggioi Asiago, tacchinella al melograno.
6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Bardolino Superiore
I riferimenti storici del Bardolino Superiore, oggi DOCG, si rifanno a quelli del Bardolino, con testimonianze risalenti sia al periodo romanico che a quello medievale. È nel XIX secolo che la produzione vinicola della zona incomincia ad essere identificata esplicitamente con il nome di “Bardolino” e, in particolare, a connotarsi con la presenza di piccole partite di vino capaci di più prolungato invecchiamento, considerate “superiori”. I primi riferimenti al Bardolino Superiore sono evidenziati nel 1897 dallo scrittore bresciano Solitro, che individua l’invecchiamento del Bardolino “di fabbricazione più accurata e soprattutto di tipo più stabile”, e dunque adatto in alcuni casi ad un leggero invecchiamento.
Anche il Perez, in un testo pubblicato nel 1900, evidenzia la tipologia “superiore” nelle cantine di Garda dove i vini si “conservavano d’estate in attesa del rialzo dei prezzi”. Nel 1926 viene costituito il primo “Consorzio di difesa del vino tipico Bardolino”, su base volontaria. Testi degli anni ‘30 della Stazione Sperimentale di Viticoltura e Enologia di Conegliano evidenziano che “nelle migliori annate, se ben lavorato, il Bardolino può anche subire un breve invecchiamento: risulta allora un buon vino superiore, dal colore rosso granato tendente all’aranciato, dotato di un intenso profumo gradevole e dal sapore che ricorda il tipo fino, ma con caratteristiche di vino vecchio”. Negli “Annali della Sperimentazione Agraria” editi negli anni ’30 dalla stessa Stazione Sperimentale, relativamente al Bardolino si legge anche che “in qualche cantina padronale ed industriale un certo quantitativo delle partite migliori viene passato all’invecchiamento, ottenendone un buon vino superiore”.
Con il riconoscimento della denominazione di origine controllata del Bardolino (DM 28 maggio 1968), venne consentito l’uso della menzione tradizionale “Superiore” per determinati vini provenienti da vigneti particolarmente vocati, gestiti in modo da ottenere, con rese più contenute, uve più zuccherine e idonee ad un periodo di invecchiamento. La necessità di identificare questa particolare produzione del Bardolino, nel 2001, con DM 1 agosto, venne attribuita dal Ministero la denominazione di origine controllata e garantita per il Bardolino Superiore, primo vino rosso del Veneto ad ottenere tale riconoscimento. Le prime bottiglie di Bardolino Superiore recanti l’etichetta e il contrassegno di Stato della docg sono state presentate al mercato sul finire del 2002.
Il Vino DOCG Bardolino Superiore ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita in data 1 agosto 2001.
Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato con D.M. 08.11.2011, G.U. 276 del 26.11.2011
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Bagnoli Friularo (o Friularo di Bagnoli) D.O.C.G.
La denominazione di origine controllata e garantita “Bagnoli Friularo” o "Friularo di Bagnoli" è riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
- Bagnoli Friularo, anche nelle tipologie riserva e vendemmia tardiva
- Bagnoli Friularo Classico, anche nelle tipologie riserva e vendemmia tardiva
- Bagnoli Friularo Passito
- Bagnoli Friularo Classico Passito
1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Bagnoli Friularo
- Bagnoli Friularo (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso, intenso, caratteristico e sapore asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo.
- Bagnoli Friularo Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso, intenso, caratteristico e sapore asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo.
- Bagnoli Friularo Vendemmia Tardiva (Vino Rosso Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Vendemmia Tardiva dal colore rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso, intenso, caratteristico e sapore asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo.
- Bagnoli Friularo Classico (Vino Rosso Classico)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Classico dal colore rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso, intenso, caratteristico e sapore asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo.
- Bagnoli Friularo Classico Riserva (Vino Rosso Classico Invecchiato)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Classico Invecchiato dal colore rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso, intenso, caratteristico e sapore asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo.
- Bagnoli Friularo Classico Vendemmia Tardiva (Vino Rosso Classico Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Classico Vendemmia Tardiva dal colore rosso rubino se giovane, tendente al granato con l'invecchiamento, odore vinoso, intenso, caratteristico e sapore asciutto, pieno, vellutato, intenso, tendente all’acidulo.
- Bagnoli Friularo Passito (Vino Rosso Passito)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 15,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Passito dal colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico, gradevole e sapore da amabile a dolce, vellutato, caratteristico.
- Bagnoli Friularo Classico Passito (Vino Rosso Classico Passito)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 90% Vitigno Raboso Piave
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Padova.
- => 15,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Classico Passito dal colore rosso rubino più o meno intenso, tendente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico, gradevole e sapore da amabile a dolce, vellutato, caratteristico.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Bagnoli Friularo
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOCG Bagnoli Friularo si estende sulle pendici dei Colli Euganei, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOCG Bagnoli Friularo è localizzata in:
- provincia di Padova e comprende il territorio dei comuni di Agna, Arre, Bagnoli di Sopra, Battaglia Terme, Bovolenta, Candiana, Due Carrare, Cartura, Conselve, Monselice, Pernumia, S. Pietro Viminario, Terrassa e Tribano.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Bagnoli Friularo
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Bagnoli Friularo prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOCG Bagnoli Friularo non dovrà essere superiore al 70% e al 45% per le tipologie di Vino Passito; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOCG. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOCG per tutto il prodotto.
- Le uve destinate alla produzione del Vino DOCG Bagnoli Friularo Passito devono essere sottoposte ad appassimento naturale in locali idonei ed essere pigiate in data successiva all'8 dicembre.
- Il vino DOCG Bagnoli Friularo, diversi della tipologia Passito, devono essere sottoposti ad invecchiamento per almeno: 24 mesi di cui almeno 12 mesi in botti per la versione Riserva; 12 mesi per gli altri vini.
- Il vino DOCG Bagnoli Friularo Passito, anche nella tipologia Classico, deve essere sottoposto ad affinamento in botti per almeno 24 mesi.
- Nella designazione dei Vini DOCG Bagnoli Friularo può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOCG Bagnoli Friularo è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOCG Bagnoli Friularo
Con l’utilizzo della DOCG Bagnoli Friularo i Produttori Vinicoli Veneti sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Bagnoli Friularo
Il Bagnoli Friularo si abbina alle carni rosse, specialmente alla selvaggina e al cioccolato fondente
6. Storia e Letteratura del Vino Bagnoli Friularo
Non è chiaro a quando risalga esattamente l’introduzione del Friularo in questo areale; la dubbia origine etimologica del termine non permette di identificare con certezza l’epoca della suo avvento. Alcuni studiosi infatti riscontrano nel termine “Friularo” (dialettale “Frigoearo”) la radice latina “Frigus”: “freddo” seguita dalla desinenza “Aro”: “colui che fa”.
Questa denominazione sarebbe legata alla raccolta tardiva che viene praticata da sempre in questa zona. Ad avvalorare tale tesi è la presenza contemporanea nel vicentino di una varietà detta “Cruaja”, che si scoprirà essere il Raboso, il cui nome deriva dal fatto di essere un un’uva estremamente acida e viva al gusto e perciò definita sempre “cruda”.
Qualunque sia la sua origine etimologica è inconfutabile che la coltivazione di questo vitigno nel territorio di Bagnoli ha origini antichissime. La zona faceva parte della "Decima Regio, Venetia et Histria" ed era attraversata da est ad ovest, dalla via "Amnia" costruita nel 131 a.C. Primo e più antico documento conosciuto che parla dei vini di “Bagnoli” e che lega il nome dei vini alla zona è l'atto di donazione del marchese del Dominio di Bagnoli al Vescovo di Padova nel 954 d.C.
Una fitta documentazione datata XII° e XIII° secolo riferisce di donazioni di terre vitate in Bagnoli e nei comuni limitrofi e di fitti pagati alla Corte Benedettina di Bagnoli con la decima e con un terzo del vino prodotto. Nel 1521, lo scrittore e commediografo padovano Ruzzante, descrisse un "vino sgarboso", probabilmente una varietà di "Raboso" prodotto nel Padovano, che dalle caratteristiche descritte è probabilmente il "Friularo di Bagnoli".
Il documento più antico che fa diretto riferimento al Friularo di Bagnoli, assieme ai nomi degli altri vitigni autoctoni di Bagnoli, è un manoscritto del 1774 che riporta l’elenco dei vitigni in coltivazione nella zona con il relativo prezzo di mercato. Il Friularo compare come il vitigno più costoso e richiesto.
Nel 1787 il poeta veneziano Ludovico Pastò scrisse un ditirambo sul vino intitolato "El Vin Friularo de Bagnoli" dove l'autore, entusiasta bevitore di Friularo ne declama la sua bontà e le sue virtù. Nel 1924 A. Marescalchi scrisse: "II Friularo è il vino rosso di piano più rinomato del Padovano”.
Il Vino DOCG Bagnoli Friularo ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita in data 8 novembre 2011.
Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato con D.M.. 24.03.2010, G.U. 84 del 12.04.2010
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche riportate in G.U. n. 142 del 20.06.2023
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Amarone della Valpolicella D.O.C.G.
La denominazione di origine controllata e garantita “Amarone della Valpolicella” è riservata ai vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le seguenti tipologie:
- Classico
- Valpantena
- Riserva
1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Amarone della Valpolicella
- Amarone della Valpolicella (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- >< 45-95% Vitigno Corvina Veronese (ammessa presenza di Vitigno Corvinone per max 50%)
- >< 5-30% Vitigno Rondinella
- =< 25% a) Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona nella misura massima del 15%, con un limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato; b) Uve a bacca rossa prodotte da Vitigni autoctoni italiani coltivati nella provincia di Verona, per il rimanente 10%.
- => 14% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso carico tendente eventualmente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico, accentuato e sapore pieno, vellutato, caldo.
- Amarone della Valpolicella Classico (Vino Rosso Classico)
- Versioni: Secco
- >< 45-95% Vitigno Corvina Veronese (ammessa presenza di Vitigno Corvinone per max 50%)
- >< 5-30% Vitigno Rondinella
- =< 25% a) Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona nella misura massima del 15%, con un limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato; b) Uve a bacca rossa prodotte da Vitigni autoctoni italiani coltivati nella provincia di Verona, per il rimanente 10%.
- => 14% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Classico dal colore rosso carico tendente eventualmente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico, accentuato e sapore pieno, vellutato, caldo.
- Amarone della Valpolicella Valpantena (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- >< 45-95% Vitigno Corvina Veronese (ammessa presenza di Vitigno Corvinone per max 50%)
- >< 5-30% Vitigno Rondinella
- =< 25% a) Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona nella misura massima del 15%, con un limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato; b) Uve a bacca rossa prodotte da Vitigni autoctoni italiani coltivati nella provincia di Verona, per il rimanente 10%.
- => 14% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso carico tendente eventualmente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico, accentuato e sapore pieno, vellutato, caldo.
- Amarone della Valpolicella Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
- Versioni: Secco
- >< 45-95% Vitigno Corvina Veronese (ammessa presenza di Vitigno Corvinone per max 50%)
- >< 5-30% Vitigno Rondinella
- =< 25% a) Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella provincia di Verona nella misura massima del 15%, con un limite del 10% per ogni singolo vitigno utilizzato; b) Uve a bacca rossa prodotte da Vitigni autoctoni italiani coltivati nella provincia di Verona, per il rimanente 10%.
- => 14% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso carico tendente eventualmente al granato con l’invecchiamento, odore caratteristico, accentuato e sapore pieno, vellutato, caldo.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella si estende sull’intera fascia pedemontana della provincia di Verona fino quasi al confine con la provincia di Vicenza, il cui territorio è adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
- La Zona di Produzione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella è localizzata in:
- provincia di Verona e comprende il territorio dei comuni di Marano, Fumane, Negrar, S. Ambrogio, S. Pietro in Cariano, Dolcè, Verona, S. Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, S. Mauro di Saline e Montecchia di Crosara.
- La Zona di Produzione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella Classico è localizzata in:
- provincia di Verona e comprende il territorio dei comuni di Fumane, Marano, Negrar, Sant'Ambrogio e S. Pietro in Cariano.
- La Zona di Produzione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella Valpantena è localizzata in:
- provincia di Verona e comprende il territorio dei comuni di Grezzana, limitatamente alla frazione di Stallavena, e Verona, limitatamente alle frazioni di Marzana, Quinto di Valpantena, Santa Maria di Stelle, San Felice Extra.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Amarone della Valpolicella
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOCG Amarone della Valpolicella non dovrà essere superiore al 40%; nel caso tali parametri venissero superati, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOCG.
- Le uve destinate alla produzione del Vino DOCG Amarone della Valpolicella devono essere sottoposte ad appassimento naturale in fruttai fino a raggiungere un grado alcolometrico di almeno 14°.
- Il vino DOCG Amarone della Valpolicella deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 24 mesi prima di essere immesso al consumo.
- Il vino DOCG Amarone della Valpolicella con menzione Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 48 mesi.
- Nella designazione dei Vini DOCG Amarone della Valpolicella può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOCG Amarone della Valpolicella è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOCG Amarone della Valpolicella
Con l’utilizzo della DOCG Amarone della Valpolicella i Produttori Vinicoli Veneti sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici del Vino DOCG Amarone della Valpolicella
Secondi piatti di carne, selvaggina, formaggi stagionati, ma anche vino da meditazione.
6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Amarone della Valpolicella
“Amarone della Valpolicella” vanta una storia antica che inizia nel quarto secolo dopo Cristo. Cassiodoro, ministro di Teodorico, re dei Visigoti, in una lettera a dei proprietari terrieri della Valpolicella chiedeva di avere per la mensa regale il vino ottenuto con una speciale tecnica d'appassimento delle uve, chiamato Acinatico e definito “mosto invernale, freddo sangue delle uve”, primo antenato del vino “Amarone della Valpolicella”.
Tracce della predilezione per questo vino e per le uve che lo producono si ritrova anche nell’Editto di Rotari che stabiliva pene molto severe per chi arrecava danno alle viti e multe salate per chi rubava i grappoli.
Per gli anni successivi al 1000 d.c. non solo vi è traccia di alcuni atti d’acquisto e vendita di vigneti nella zona di produzione di “Amarone della Valpolicella”, ma il vino era considerato al pari del denaro per pagare i diritti feudali.
Nei secoli successivi prosegue la presenza di “Amarone della Valpolicella” nei documenti ufficiali e negli scritti degli umanisti. Un estimo del 1503 attesta che la zona di produzione di “Amarone della Valpolicella” era una valle ricca e famosa grazie ai suoi vini. Fama che è continuata sino all’ epoca illuministica quando Scipione Maffei in un importante testo ha proposto la dizione “amaro” per indicare il vino «d’una grazia particolare prodotto in Valpolicella».
Molti altri scrittori e studiosi si sono interessati a questo vino nei secoli successivi per arrivare alle prime analisi organolettiche su questo vino riportate nel bollettino della stazione agraria sperimentale di Verona della fine del 1800.
I primi esemplari di bottiglie di “Amarone” senza etichetta arrivarono solo nei primi anni del Novecento per un uso familiare o destinati agli amici. Mentre la prima commercializzazione di una bottiglia di “Amarone della Valpolicella” è del 1953. Un decennio dopo, grazie alla delimitazione della zona di produzione ed al progresso delle tecniche di produzione e vinificazione del vino “Amarone della Valpolicella” nel 1968 si è giunti all’approvazione ufficiale del primo disciplinare di produzione e al riconoscimento della DOC.
Allo scopo di tutelare l’identità delle diverse tipologie inserite nella denominazione “Valpolicella”, “Valpolicella Ripasso”, “Recioto della Valpolicella” e “Amarone della Valpolicella”, nel 2010 sono stati adottati appositi decreti ministeriali con i quali le quattro tipologie sono state rese autonome.
Il Vino DOCG Amarone della Valpolicella ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita in data 24 marzo 2010.
- Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 08.02.1971, G.U. 142 del 05.06.1971
- Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Valle d'Aosta (o Vallée d'Aoste) D.O.C.
La denominazione di origine controllata “Valle d'Aosta” e alle Mensioni geografiche, è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Müller Thurgau
- Gamay
- Pinot Nero (o Pinot Noir)
- Pinot Grigio (o Pinot Gris)
- Pinot Bianco (o Pinot Blanc)
- Chardonnay
- Mayolet
- Petite Arvine
- Merlot
- Fumin
- Syrah
- Cornalin
- Nebbiolo
- Petit Rouge
- Prëmetta
- Moscato Bianco (o Muscat Petit Grain)
- Traminer Aromatico (o Gewürztraminer)
- Gamaret
- Vuillermin
- Menzioni geografiche del Vino Valle d'Aosta DOC »
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Valle d'Aosta
- Valle d'Aosta Bianco (o Blanc) (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 9% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso con riflessi verdini o dorati, odore fresco, gradevole, caratteristico e sapore fresco, talvolta vivace.
- Abbinamenti: Piatti a base di pesce, Antipasti, Zuppa Valdostana, Valpellinentze (Minestra di pane, Fontina e Cavoli), Riso e pariette, Formaggi molli.
- Valle d'Aosta Passito (o Flétri) (Vino Bianco Passito)
- Versioni: Dolce
- = 100% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 16,5% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Passito dal colore giallo dorato o ramato a seconda del vitigno prevalente, odore fine intenso leggermente aromatico e sapore dolce, caldo.
- Abbinamenti: Dolci secchi o cremosi, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Moscato Bianco (o Muscat Petit Grain) (Vino Bianco Moscato)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigno Moscato Bianco
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Moscato dal colore giallo paglierino, odore intenso, caratteristico di moscato e sapore fine, delicato, aromatico.
- Abbinamenti: Dolci secchi, Formaggi erborinati, Formaggi caprini duri e semiduri.
- Valle d'Aosta Moscato Bianco (o Muscat Petit Grain) Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Moscato Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno Moscato Bianco
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 13% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Moscato Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Rosso (o Rouge) (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 9,5% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore vinoso, fresco, caratteristico e sapore gradevole, talvolta vivace, armonico.
- Abbinamenti: Polenta e carbonada, Mocetta, Fontina, Minestre asciutte.
- Valle d'Aosta Novello (o Noveau) (Vino Rosso Novello)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 10% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Novello dal colore rosso rubino con sfumature violacee, odore fruttato, persistente e sapore armonico, fresco, vivace.
- Abbinamenti: Riso e gnocchetti di polenta, Valpellinentze (Minestra di pane, Fontina e Cavoli), Bistecche alla fontina, Formaggi molli.
- Valle d'Aosta Rosato (o Rosè) (Vino Rosato)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 9,5% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosato dal colore rosa, odore vinoso, fresco, caratteristico e sapore gradevole, talvolta vivace, armonico.
- Abbinamenti: Polenta e carbonada, Mocetta, Fontina, Minestre asciutte.
- Valle d'Aosta Traminer Aromatico (o Gewürztraminer) (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigno Traminer aromatico
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino dorato, odore leggermente aromatico fino a intenso con sensazioni di rosa e sapore pieno, vellutato gradevolmente aromatico.
- Abbinamenti: Piatti a base di molluschi e crostacei, Risotto ai gamberi, Formaggi caprini.
- Valle d'Aosta Traminer Aromatico Passito (o Gewüztraminer Flétri) (Vino Bianco Passito)
- Versioni: Dolce
- = 100% Vitigno Traminer aromatico
- => 16,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Passito dal colore giallo dorato con riflessi rosati, odore fine intenso aromatico con sensazioni di rosa e sapore dolce, caldo.
- Abbinamenti: Dolci secchi o con crema, Formaggi erborinati, Formaggi caprini.
- Valle d'Aosta Traminer Aromatico (o Gewürztraminer) Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 15% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Müller Thurgau (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Müller Thurgau
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 10% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo verdolino, con riflessi verdognoli, odore intenso, gradevole, aromatico e sapore fruttato, leggermente aromatico, fine.
- Abbinamenti: Piatti a base di pesce, Zuppa Valdostana, Riso e pariette, Formaggi molli.
- Valle d'Aosta Müller Thurgau Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno Müller Thurgau
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 13% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Pinot Grigio (o Pinot Gris) (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Pinot grigio
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino intenso con riflessi dorati, odore caratteristico, molto intenso e sapore gradevole, armonico, equilibrato.
- Abbinamenti: Piatti a base di pesce, Spiedini di pesce, Trote, Formaggi molli e semiduri.
- Valle d'Aosta Pinot Grigio (o Pinot Gris) Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 13% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Pinot Bianco (Pinot Blanc) (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Pinot Bianco
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino brillante, odore caratteristico, elegante e sapore gradevole, equilibrato.
- Abbinamenti: Riso e gnocchetti di polenta, Coregone, Valpellinentze (Minestra di pane, Fontina e Cavoli).
- Valle d'Aosta Pinot Bianco (Pinot Blanc) Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno Pinot Bianco
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 13% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Chardonnay (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Chardonnay
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore intenso, fruttato, caratteristico e sapore sapido, pieno, caratteristico.
- Abbinamenti: Piatti a base di pesce, Zuppa Valdostana, Valpellinentze (Minestra di pane, Fontina e Cavoli), Formaggi molli.
- Valle d'Aosta Chardonnay Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno Chardonnay
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 13% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Petite Arvine (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Petite Arvine
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino tendente al verdognolo, odore fine, fruttato, elegante e sapore armonico, vivo, sapido, caratteristico.
- Abbinamenti: Risotto alla fonduta, Mocetta, Cotolette alla Valdostana, Fontina.
- Valle d'Aosta Petite Arvine Vendemmia Tardiva (Vendange Tardive) (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
- Versioni: Amabile /Dolce
- => 85% Vitigno
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 15% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Vendemmia Tardiva dal colore giallo giallo dorato, odore gradevole, delicato, caratteristico e sapore amabile o dolce, pieno,armonico.
- Abbinamenti: Aperitivi, Risotto alle erbe, Patè di fegato, Formaggi erborinati, Dessert.
- Valle d'Aosta Gamay (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Gamay
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino vivo, odore fruttato, intenso, caratteristico e sapore fruttato, leggermente tannico, con fondo amarognolo.
- Abbinamenti: Trippa alla Valdostana, Valpellinentze (Minestra di pane, Fontina e Cavoli), Capra alla Valdostana, Risotto alla fonduta, Fontina.
- Valle d'Aosta Pinot Nero (Pinot Noir) (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Pinot nero
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino tendente al granato più o meno intenso, odore fruttato, persistente e sapore vinoso lievemente tannico, con retrogusto analogo.
- Abbinamenti con Pinot Nero Vinificato Bianco: Riso e pariette, Trote, Coregoni spaccati al burro.
- Abbinamenti con Pinot Nero Vinificato Rosso: Capriolo alla Valdostana, Mocetta, Fontina.
- Valle d'Aosta Mayolet (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Mayolet
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino tendente al granato, odore fine, delicato e sapore morbido con retrogusto amarognolo.
- Abbinamenti: Polenta e carbonada, carmi bianche, Fontina.
- Valle d'Aosta Merlot (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Merlot
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, odore intenso, caratteristico, leggermente erbaceo e sapore austero, corposo.
- Abbinamenti: Risotto al capriolo, Mocetta, Fontina.
- Valle d'Aosta Fumin (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Fumin
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei, odore caratteristico di spezie e sapore austero con fondo amarognolo.
- Abbinamenti: Trippa alla Valdostana, Rosotto alla fonduta, Formaggi molli.
- Valle d'Aosta Syrah (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Syrah
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, odore caratteristico di spezie e sapore armonico, con sensazioni speziate.
- Abbinamenti: Salumi, Capriolo alla Valdostana, Gnocchetti di polenta, Fontina.
- Valle d'Aosta Cornalin (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Cornalin
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore intenso, caratteristico e sapore armonico, leggermente tannico e mandorlato.
- Abbinamenti: Mocetta, Zuppa Valdostana.
- Valle d'Aosta Nebbiolo (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Nebbiolo
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino con riflessi granati, odore fine, caratteristico e sapore leggermente mandorlato, di buon corpo, con finale tannico.
- Abbinamenti: Polenta e carbonada, Mocetta, Capra alla Valdostana, Fontina.
- Valle d'Aosta Petit Rouge (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Petit rouge
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore di rosa selvatica, caratteristico e sapore vellutato, mediamente corposo.
- Abbinamenti: Pasta asciutta, Zuppa Valdostana, Saucisse, Fontina.
- Valle d'Aosta Prëmetta (Vino Rosato)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Prëmetta
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosato dal colore rosa cerasuolo con riflessi rosati, odore fine, intenso, caratteristico e sapore leggermente tannico, gradevole.
- Abbinamenti: Salumi, Gnocchetti di polenta, Capriolo alla Valdostana, Formaggi semiduri.
- Valle d'Aosta Gamaret (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Gamaret
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, odore intenso, fine leggermente speziato e sapore asciutto, tannico, di corpo.
- Abbinamenti: Salumi, Prosciutti, Minestre varie, Polenta concia.
- Valle d'Aosta Vuillermin (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Vuillermin
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Valle d'Aosta
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso con riflessi violacei, odore vinoso, intenso e sapore pieno, asciutto di buona tannicità.
- Abbinamenti: Salumi, Risotto al capriolo, Bistecca alla fontina.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Valle d'Aosta
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Valle d’Aosta si estende all’estremità Nord-Ovest dell’Italia confinante a Nord con la Svizzera ed a Ovest con la Francia, e si identifica con il bacino del fiume Dora Baltea fino al comune di Pont-St-Martin. Questo bacino, delimitato dalle cime più alte d’Europa, presenta un fondo valle pianeggiante dove scorre la Dora Baltea nella quale affluiscono numerosi torrenti laterali. L’orientamento dell’asse Est-Ovest della Dora Baltea determina l’esposizione dei versanti della valle principale: uno esposto a Sud “adret” e uno esposto a Nord “envers”.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta con le seguenti specificazioni di vitigno: Müller Thurgau, Gamay, Pinot nero o Pinot noir, Pinot grigio o Pinot gris, Pinot bianco o Pinot blanc, Chardonnay ,Mayolet, Moscato bianco o Muscat petit grain, Traminer aromatico o Gewürztraminer, Gamaret e Vuillermin è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica della Dora Baltea: Donnas, Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet, Châtillon, Pontey, Chambave, Fénis, Saint-Marcel, Brissogne, Pollein, Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier e Avise; in sinistra orografica della Dora Baltea: Pont Saint-Martin, Donnas, Perloz, Arnad, Bard, Verrès, Challand Saint-Victor, Montjovet, Saint-Vincent, Châtillon, Saint-Denis, Verrayes, Chambave, Nus, Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Saint-Nicolas, Arvier, Avise, La Salle e Morgex.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta accompagnata da una delle seguenti specificazioni di vitigno: Petite Arvine, Merlot, Fumin, Syrah, Cornalin è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica della Dora Baltea: Donnas, Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet, Châtillon, Pontey, Chambave, Fénis, Saint-Marcel, Brissogne, Pollein, Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier e Avise; in sinistra orografica della Dora Baltea: Pont Saint-Martin, Donnas, Perloz, Arnad, Bard, Verrès, Challand Saint-Victor, Montjovet, Saint-Vincent, Châtillon, Saint-Denis, Verrayes, Chambave, Nus, Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Saint-Nicolas, Arvier, Avise.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta accompagnata dalla specificazione di vitigno Nebbiolo è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica della Dora Baltea: Donnas, Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet; in sinistra orografica della Dora Baltea: Pont Saint-Martin, Donnas, Perloz, Arnad, Bard, Verres, Challand Saint-Victor, Montjovet.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta accompagnata dalle specificazioni di vitigno Petit Rouge e Prëmetta è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica della Dora Baltea: Châtillon, Pontey, Chambave, Fénis, Saint-Marcel, Brissogne, Pollein, Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve, Introd, Arvier e Avise; in sinistra orografica della Dora Baltea: Saint-Vincent, Châtillon, Saint-Denis, Chambave, Verrayes, Nus, Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre, Villeneuve, Saint-Nicolas, Arvier, Avise.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Donnas è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di Donnas, Pont Saint-Martin, Perloz e Bard, e più precisamente: in destra orografica della Dora Baltea il cono di deiezione del torrente Valbona, nel comune di Donnas. In sinistra orografica della Dora Baltea, a monte della strada statale n° 26, fino ad una altitudine di 700 m.s.l.m.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Arnad-Montjovet è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica della Dora Baltea: Hône, Arnad, Issogne, Champdepraz, Montjovet. in sinistra orografica della Dora Baltea: Arnad, Verrès, Challand-Sain tVictor e Montjovet.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Chambave e Chambave Moscato è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica: Châtillon, Pontey, Chambave. In sinistra orografica: Montjovet, Saint Vincent, Châtillon, Saint Denis, Chambave, Verrayes.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Nus e Nus Malvoisie è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica: Fénis. in sinistra orografica: Nus, Quart, Saint Christophe e Aosta.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Torrette è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di: in destra orografica della Dora Baltea: Charvensod, Gressan, Jovençan, Aymavilles, Villeneuve ed Introd. in sinistra orografica della Dora Baltea: Quart, Saint-Christophe, Aosta, Sarre, Saint-Pierre e Villeneuve.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Enfer d'Arvier è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio del comune di Arvier.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle è localizzata in:
- provincia di Aosta e comprende il territorio dei comuni di Morgex e di La Salle.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Valle d'Aosta
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Valle d'Aosta prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Valle d’Aosta non dovrà essere superiore al 70% e al 40% per le tipologie di Vino Passito e Moscato Passito; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
- Il vino DOC Valle d’Aosta Pinot Nero può essere elaborato anche mediante pratica di vinificazione in bianco.
- Il vino DOC Valle d’Aosta Novello deve essere ottenuto con macerazione carbonica di almeno il 30% delle uve a bacca nera.
- Le uve destinate alla produzione dei Vini DOC Valle d’Aosta Müller Thurgau, Pinot grigio o Pinot gris, Pinot Bianco o Pinot blanc, Chardonnay, Petite Arvine, Blanc de Morgex et de La Salle, Moscato bianco o Muscat petit grain, Traminer aromatico o Gewürztraminer accompagnata dalla menzione vendemmia tardiva o vendange tardive, devono essere sottoposte ad appassimento naturale sulla vite fino a raggiungere un grado zuccherino di almeno 200 g/l. per la tipologia Blanc de Morgex et de La Salle, di 220 grammi/litro per la tipologia Thurgau e di 250 grammi/litro per tutte le altre tipologie.
- Le uve destinate alla produzione dei Vini DOC Valle d’Aosta Nus Malvoisie passito o Nus Malvoisie flétri, Chambave Moscato passito o Chambave Muscat flétri, Moscato bianco passito o Muscat petit grain flétri, Traminer aromatico passito o Gewürztraminer flétri, Passito o Flétri è riservata ai vini derivanti da uve selezionate e sottoposte ad appassimento dopo la raccolta in locali idonei, anche termoidrocondizionati e/o a ventilazione forzata fino a raggiungere un contenuto zuccherino non inferiore al 26%.
- Il vino DOC Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle Spumante (o Mousseux) elaborato con il vitigno Prié Blanc deve essere ottenuto esclusivamente per rifermentazione naturale in bottiglia con permanenza sui lieviti per almeno 9 mesi e la durata del procedimento di elaborazione deve essere non inferiore a 12 mesi. A fine vinificazione il vino Spumante deve essere posto in commercio nelle tipologie; "extra brut", "brut", "sec" , "demi-sec" e "pas dosé" con l’indicazione del tenore zuccherino.
- Nella designazione dei Vini DOC Valle d’Aosta può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Valle d’Aosta è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve, ad eccezione delle tipologie di vino Spumante.
- I seguenti Vini DOC Valle d’Aosta seguiti dall'indicazione del vitigno o da altre menzioni devono essere sottoposti ad affinamento per i periodi di seguito indicati:
- 5 mesi: Gamay, Pinot nero, Mayolet, Merlot, Fumin, Syrah, Cornalin, Nebbiolo, Petit rouge, Gamaret, Vuillermin, Arnad-Montjovet, Chambave, Nus, Torrette, Enfer d'Arvier.
- 6 mesi: Vendemmia Tardiva
- 8 mesi: Chambave Superiore, Nus Superiore, Torrette Superiore, Enfer d'Arvier Superiore.
- 12 mesi: Arnad-Montjovet Superiore
- 24 mesi: Donnas (di cui 10 mesi in botti di legno)
- 30 mesi: Donnas Superiore (di cui 12 mesi in botti di legno)
4. Produttori di Vino DOC Valle d'Aosta
Con l’utilizzo della DOC Valle d’Aosta i Produttori Vinicoli Valdostani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Valle d'Aosta
Gnocchi alla fontina, soupe paysanne, fromadzo fresco e lard d'Arnad. Fonduta valdostana, polenta grassa, costoletta alla valdostana e fontina.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Valle d'Aosta
L’introduzione della vite in Valle d’Aosta ha probabilmente origini antichissime: deposizioni di probabili semi di vite, di cui per la conferma sono in corso analisi paleobotaniche, sono stati infatti ritrovati nell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans, situata nella periferia occidentale della città di Aosta, e databile alla prima metà del III millennio a.C.
E’ stata formulata un’ipotesi che collegherebbe le popolazioni identificate nell’area megalitica con gli Aminei, popolo originario della Tessaglia che diffuse la vite “Aminea” nell’Italia meridionale, come riferito dagli autori latini (Varrone e Virgilio), che potrebbero essere giunti sino all’area megalitica risalendo il fiume Dora Baltea.
Con l’inizio della successiva età del Ferro, e soprattutto nel periodo posteriore all’VIII sec. A.C., si assiste alla fine di un periodo particolarmente freddo e ad una nuova ripresa di scambi commerciali nel Mediterraneo che contribuirono alla diffusione della viticoltura nelle aree europee; fu in questo periodo, climaticamente vantaggioso, che le popolazioni della Valle d’Aosta instaurarono nuovi rapporti con le civiltà greche, etrusche e liguri, questi ultimi primitivi abitanti della Valle d’Aosta.
La celtizzazione avvenne probabilmente in due ondate successive, poste tra la prima età del Ferro (800-450 a.C) detta di Hallstatt, e quella successiva di La Tène (a partire dal 450 a.C.). Intorno al 400 a.C. popolazioni celtiche dette Galli cominciarono a infiltrarsi nell’Italia settentrionale fondendosi con le popolazioni locali e trasmisero tecniche e conoscenze vitivinicole, tra cui le botti di legno. La diretta influenza dei Celti è ampiamente documentata dall’eredità linguistica lasciataci e utilizzata ancora oggi nei dialetti locali. I Salassi, popolazione derivante dall’unione dei Liguri con i Celti, scomparvero in quanto popolo nel 35 a.C. con l’arrivo dei Romani, per i quali è notorio che la coltivazione della vite fosse importante.
La presenza della viticoltura in Valle d’Aosta è testimoniata dai reperti trovati nelle abitazioni suburbane: ville residenziali nelle quali sono presenti anche unità produttive agricole e vitivinicole in particolare ed attrezzature (torchi e tini) che confermano che, in particolare nell’areale intorno alla città di Aosta, si produceva vino. Che la viticoltura si espanse nel periodo romano è anche descritto da un Anonimo Autore nel 1832 nel “Cenni brevissimi sopra i boschi e le selve degli Stati di Terraferma di S.M. il Re di Sardegna” che, forte di un passo di Svetonio, affermava che “Cesare beveva solo vino delle Alpi cioè vino di Donnas, di Chambave ed anche di Carema”.
Possiamo però affermare con certezza che, il primo impianto di vigna di cui sono stati ritrovati dei reperti ,nel 1987 durante degli scavi archeologici, si colloca tra l’età tardo romana ed il primo medioevo ed era situato nel centro di Aosta. Anche nella bassa Valle le vigne risultavano essere un elemento molto importante, tanto che nelle vicende familiari del feudo di Bard, se pur indirettamente vengono citate le vigne di Donnas.
Proprio in bassa Valle, durante il Medioevo, era regola generale che il proprietario mettesse a disposizione di ogni privato affittuario due parti di bosco con l’obbligo di coltivarne una parte a vigna, mettendola a coltura entro cinque anni dall’assegnazione. L’altra parte doveva rimanere a bosco, in modo da poter fornire i pali e le pertiche necessarie per formare i sostegni ai filari delle viti. Il costante abbinamento tra la vigna e il bosco non è casuale: la tecnica di coltivazione della vigna, data la morfologia dei luoghi e la presenza di numerosi massi erratici, comporta la costruzione di supporti che si adattino alle irregolarità del terreno, precursori di quelli che oggi definiamo pergole.
Il ricorso a tuali supporti è comune ad altre zone della Valle per tutto il Medioevo ed anche oltre e l’esistenza di “topie” è documentata ad Aosta fin dal XII secolo. Il riscontro di alcuni nomi di vitigno usati nel Medioevo si trova nei contratti agrari e negli atti giuridici del tempo e, vitigni attestati nel vicino Piemonte, cioè Moscato (Muscatellum) e Nebbiolo (Nibiol, Picotendro), sicuramente erano coltivati anche in Valle d’Aosta.
Le prime tracce documentali di vigneti posti in zone che attualmente sono regolamentate con la denominazione di origine già si erano viste, se pure allo stato embrionale, nei secoli XI-XIII negli atti di compravendita o donazioni. Si trattava allora di vigneti situati nella zona del bacino di Aosta che corrispondono alle attuali denominazione del “Torrette” o della zona di “Chambave”. Sempre a quel periodo risalgono i vigneti del “Donnas” che erano stati analizzati nel loro bilancio economico e nelle quantità prodotte nella zona di Bard.
Anche nel periodo dei secoli XIV-XVI ci si imbatte in citazioni che rimandano a zone o a fatti legati alle attuali denominazioni di origine; il “Blanc de Morgex et de La Salle”, è gia citato in un antico documento del 1291, mentre i vigneti della zona di “Chambave” erano citati in un atto datato 1269.
Per quanto riguarda invece il vino è nella seconda metà del XIV secolo che troviamo la prima traccia evidente ed indiscutibile del vino di Chambave che viene fatto dono, da parte di alcuni aristorcratici valdostani, a Bona di Borbone. Da allora il suo successo aumenta e nel XVI secolo figurerà come vino da dessert nel pranzo destinato a celebrare l’unzione del vescovo di Sion.
Ma la fonte più copiosa di località nelle quali si praticava la viticoltura un tempo e che oggi sono famose nelle indicazioni delle denominazioni è rappresentata dai “Cartolari” di S. Orso: nelle singole registrazioni, oltre alle indicazioni delle parrocchie, scopriamo l’esistenza di censi a “Morgex, a Roppo, sopra Pont de Pierre (Aosta), a Montjovet, a Pollein”. Questi nomi notoriamente sono riferiti alle attuali denominazioni “Blanc de Morgex et de La Salle”, “Torrette”, “Arnad-Montjovet. “Ancora si rileva l’esistenza di vigne in Monte Arverio (“Arvier”), in Saint-Christophe, poi in Basis, ove producevasi vino bianco, indi Aymaville, Clapey, Cullat a Verrayes, Veczello, Marcillier, Cly” cioè zone delle attuali denominazioni “Torrette” e “Chambave”.
Attualmene la denominazione presenta un’evoluzione positiva, nuovi impianti affiancano i più vecchi nelle zone vocate e accanto alle sei cantine presenti sul territorio (Donnas, Arnad, Chambave, Aymavilles, Arvier e Morgex) nascono nuove aziende.
Il Vino DOC Valle d’Aosta ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 8 febbraio 1971.