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ASTI DOCG

Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato DOC con D.M. 09.07.1967, G.U. 199 del 09.08.1967 - Approvato DOCG con D.M. 29.11.1993, G.U. 287 del 07.12.1993

Denominazione aggiornata con le ultime modifiche riportate in G.U n.159 del 05.07.2021


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Asti D.O.C.G.

La Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Asti” con le relative Sottozone, è riservata ai vini rispondenti alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Asti o Asti Spumante
  2. Asti o Asti Spumante Metodo Classico (metodo tradizionale)
  3. Moscato d’Asti
  4. Moscato d’Asti vendemmia tardiva
  5. Sottozone del Vino Asti DOCG »

1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Asti

 

  • Asti (o Asti Spumante) (Vino Bianco Spumante)
  • Versioni: Pas-dosè /Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec /Doux
  • => 97% Vitigno Moscato Bianco
  • =< 3% Vitigni a bacca bianca aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante dalla Spuma fine e persistente; Colore da giallo paglierino a dorato tenue; Odore caratteristico, delicato; Sapore caratteristico, equilibrato, da pas-dosè a dolce.

  • Asti (o Asti Spumante) Metodo Classico (Vino Bianco Spumante)
  • Versioni: Pas-dosè /Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec /Doux
  • => 97% Vitigno Moscato Bianco
  • =< 3% Vitigni a bacca bianca aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante, dalla Spuma fine e persistente; Colore da giallo paglierino a dorato assai tenue; Odore caratteristico, spiccato, delicato; Sapore caratteristico, equilibrato, da pas-dosè a dolce.

  • Moscato d'Asti (Vino Bianco Moscato)
  • Versioni: Dolce
  • => 97% Vitigno Moscato Bianco
  • =< 3% Vitigni a bacca bianca aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Moscato, dal Colore paglierino giallo più o meno intenso; Odore caratteristico e fragrante di Moscato; Sapore dolce, aromatico, caratteristico, talvolta vivace.

  • Moscato d'Asti Vendemmia Tardiva (Vino Bianco Vendemmia Tardiva)
  • Versioni: Dolce
  • => 97% Vitigno Moscato Bianco
  • =< 3% Vitigni a bacca bianca aromatici idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
  • => 14% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Vendemmia Tardiva, dal Colore giallo dorato; Odore fruttato, molto intenso, caratteristico dell’uva appassita con note speziate; Sapore dolce, armonico, vellutato con sentori di uva Moscato che ricorda il favo del miele.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Asti

Il comprensorio da cui nascono Asti docg e Moscato d’Asti docg è nel sistema collinare alla destra orografica del fiume Tanaro, comprende anche Langhe e Alto Monferrato che si identificano nella loro origine sedimentaria, con struttura priva di rocce. Le colline langarole hanno forma allungata con numerosi calanchi a strapiombo, ma anche crinali lunghi in leggera pendenza. I colli monferrini più tondeggianti hanno declivi morbidi e fondovalle freschi che creano magnifici contrasti con i crinali più soleggiati. Due paesaggi diversi, ma decisamente attraenti, dove nulla si ripete, tanto mutevole e sorprendente è lo scenario che si presenta al visitatore. Qui regna la vite, che prospera in filari ordinati, curati, preziosi, capaci di rendere inconfondibile e irripetibile lo straordinario paesaggio del sud Piemonte, unico al mondo.

  • La Zona di Produzione dei Vini DOCG Asti Spumante, Asti Spumante Metodo Classico, Moscato d'Asti e Moscato d'Asti Vendemmia Tardiva è localizzata in:
    • provincia di Alessandria e comprende il territorio dei comuni di Acqui Terme, Alice Bel Colle, Bistagno, Cassine, Grognardo, Ricaldone, Strevi, Terzo e Visone;
    • provincia di Asti, e comprende il territorio dei comuni di Bubbio, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castagnole Lanze, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelnuovo Belbo, Castel Rocchero, Cessole, Coazzolo, Costigliole d'Asti, Fontanile, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maranzana, Mombaruzzo, Monastero Bormida, Montabone, Nizza Monferrato, Quaranti, San Marzano Oliveto, Moasca, Sessame, Vesime, Rocchetta Palafea e San Giorgio Scarampi;
    • provincia di Cuneo, e comprende il territorio dei comuni di Castiglione Tinella, Cossano Belbo, Mango, Neive, Neviglie, Rocchetta Belbo, Serralunga d'Alba, S. Stefano Belbo, S. Vittoria d'Alba, Treiso, Trezzo Tinella, Castino, Perletto e le frazioni di Como e San Rocco Senodelvio del comune di Alba.
  • Sottozone del Vino DOCG Moscato d'Asti:
    • La Zona di Produzione del Vino DOCG Moscato d'Asti - Sottozona Santa Vittoria d'Alba  è localizzata in:
      • provincia di Cuneo e comprende il territorio del comune di Santa Vittoria d'Alba.
    • La Zona di Produzione del Vino DOCG Moscato d'Asti - Sottozona Strevi  è localizzata in:
      • provincia di Alessandria e comprende il territorio dei comuni di Acqui Terme, Cassine, Ricaldone, Strevi, Terzo, Alice Bel Colle, Bistagno, Grognardo e Visone.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Asti

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Asti prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima di uva in vino per la produzione dei vini DOCG Asti Spumante e Moscato d'Asti non deve essere superiore ai valori che seguono. Eventuali eccedenze, possibili sino ad un massimo del 5%, non avranno diritto alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Ulteriori eccedenze comporteranno la perdita del diritto alla Denominazione di Origine Controllata e Garantita per tutto il prodotto interessato.
    • 75% per il Vino Asti Spumante;
    • 60% per il Vino Asti Spumante Metodo Classico;
    • 75% per il Vino Moscato d'Asti;
    • 50% per il Vino Moscato d’Asti Vendemmia Tardiva
    • 75% per il Vino Moscato d'Asti - Sottozona Canelli;
    • 72% per il Vino Moscato d'Asti - Sottozona Santa Vittoria d'Alba;
    • 45% per il Vino Moscato d'Asti Vendemmia Tardiva - Sottozona Santa Vittoria d'Alba;
    • 75% per il Vino Moscato d'Asti - Sottozona Strevi.
  • Durante la vinificazione sono ammesse altre pratiche enologiche, tra cui in particolare:
    • cernita delle uve quando necessario;
    • eventuale diraspatura dei grappoli e loro normale pressatura;
    • formazione in vasche della cosiddetta coperta;
    • aggiunta al mosto di coagulanti e chiarificanti nelle dosi consuetudinarie e comunque nei limiti previsti dalle leggi;
    • conseguente decantazione del mosto seguita da filtrazioni o centrifugazioni dello stesso e refrigerazioni.
  • Le pratiche di spumantizzazione del mosto utilizzato per la produzione del Vino Asti Spumante prevedono la fermentazione naturale in autoclave (metodo Martinotti), il cui processo di presa di spuma non può avere una durata inferiore ad un mese compreso il periodo di affinamento in bottiglia.
  • Le pratiche di spumantizzazione del mosto utilizzato per la produzione del Vino Asti Spumante Metodo Classico prevedono la fermentazione naturale in bottiglia per una durata di nove mesi a contatto con le fecce, che indi verranno separate dal prodotto mediante la pratica di sboccatura.
  • Il vino “Moscato d’Asti Vendemmia Tardiva” deve essere sottoposto ad un periodo di affinamento di almeno un anno, calcolato a decorrere dal momento della preparazione.

4. Produttori di Vino DOCG Asti

Con l’utilizzo della DOCG Asti i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Asti

Dolci da forno e a pasta lievitata, poco consistenti e soprattutto a base di frutta, zabaione, panna cotta, dessert piemontesi ricchi di panna, il panettone milanese e il pandoro di Verona.


6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Asti

La storia dei vini spumanti italiani passa dal Piemonte e in particolare dalla città astigiana di Canelli che per antonomasia è considerata la capitale dello spumante. Nelle cantine delle Case spumantiere canellesi sono state sviluppate, a partire dal 1850, le tecniche di vinificazione le quali, con costanti miglioramenti, permettono a tutt’oggi di produrre uno spumante fine e delicato come l’Asti docg.

Le conoscenze acquisite dagli enologi delle Cantine, l’applicazione di innovazioni tecnologiche e gli studi scientifici mirati sviluppati da ricercatori incuriositi e stimolati dalle caratteristiche dell’Asti docg, hanno portato all’ottimizzazione del processo di produzione, conservando insieme innovazione e esperienze del passato. Alcune importanti applicazioni, indispensabili per assicurare una qualità elevata e costante dell’Asti nel tempo, come ad esempio i processi di stabilizzazione o conservazione delle caratteristiche di freschezza e fragranza del prodotto, derivano proprio da un bagaglio tecnico tramandato nel corso dei decenni.

Inoltre, grazie al Consorzio dell’Asti, primo esempio in Italia, il processo di tracciabilità di ogni bottiglia, attraverso un apposito procedimento telematico e multimediale, svolge un ruolo di tutela del consumatore poiché consente di verificare in tempo reale, partendo dal contrassegno di stato (la cosiddetta fascetta) incollato sul collo di ogni bottiglia, il percorso del vino attraverso l’intero iter di trasformazione, dalla vendemmia agli scaffali di vendita.

ALTA LANGA DOCG

Vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita - Approvato DOC con D.M. 31.10.2002, G.U. 275 del 23.11.2002 - Approvato DOCG con D.M. 21.02.2011, G.U. 56 del 09.03.2011

Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 13.10.2014 - G.U. 245 del 21.10.2014


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Alta Langa D.O.C.G.

La denominazione di origine controllata e garantita "Alta Langa" è riservata ai vini spumanti, ottenuti esclusivamente con la rifermentazione in bottiglia, che rispondono alle condizioni ed ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Alta Langa Spumante, anche Riserva
  2. Alta Langa Spumante Rosato, anche Riserva

1. Tipologie e Uve del Vino DOCG Alta Langa

 

  • Alta Langa Spumante Bianco (Vino Bianco Spumante)
  • Versioni: Spumante Brut
  • => 90% Vitigno Pinot Nero e/o Chardonnay
  • =< 10% Vitigni a bacca bianca e nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante dalla spuma fine e persistente, colore da giallo paglierino tenue ad oro intenso, odore fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione in bottiglia e dal sapore sapido, fine ed armonico.
  • Abbinamenti: Aperitivi, Crostacei, Pesci, Molluschi, Dessert.

  • Alta Langa Spumante Bianco Riserva (Vino Bianco Spumante Invecchiato)
  • Versioni: Spumante Brut
  • => 90% Vitigno Pinot Nero e/o Chardonnay
  • =< 10% Vitigni a bacca bianca e nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Spumante Invecchiato dalla spuma fine e persistente, colore da giallo paglierino tenue ad oro intenso, odore fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione in bottiglia e dal sapore sapido, fine ed armonico.
  • Abbinamenti: Aperitivi, Crostacei, Pesci, Molluschi, Dessert.

  • Alta Langa Spumante Rosato (Vino Rosato Spumante)
  • Versioni: Spumante Brut
  • => 90% Vitigno Pinot Nero e/o Chardonnay
  • =< 10% Vitigni a bacca bianca e nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato Spumante dalla spuma fine e persistente, colore rosato più o meno intenso, odore fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione in bottiglia e sapore sapido, fine ed armonico.
  • Abbinamenti: Aperitivi, Crostacei, Pesci, Molluschi, Dessert.

  • Alta Langa Spumante Rosato Riserva (Vino Rosato Spumante Invecchiato)
  • Versioni: Spumante Brut
  • => 90% Vitigno Pinot Nero e/o Chardonnay
  • =< 10% Vitigni a bacca bianca e nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato Spumante Invecchiato dalla spuma fine e persistente, colore rosato più o meno intenso, odore fragrante, complesso, caratteristico della rifermentazione in bottiglia e sapore sapido, fine ed armonico.
  • Abbinamenti: Aperitivi, Crostacei, Pesci, Molluschi, Dessert.

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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOCG Alta Langa

La produzione dei vini spumanti sotto la denominazione Alta Langa include una vasta area del Piemonte che abbraccia una lunga fascia collinare nelle province meridionali del Piemonte alla destra del fiume Tanaro. L’ambiente di coltivazione da la preferenza alle aree a moderata insolazione, dotate di buone escursioni termiche e con umidità relativa contenuta. La sistemazione dei vigneti in aree particolarmente vocate, la grande padronanza tecnica degli operatori agricoli e la lunga esperienza enologica della Case spumantiere si sono felicemente coalizzate nel produrre vini importanti e strutturati.

La Zona di Produzione del Vino DOCG Alta Langa è localizzata in:

  • provincia di Alessandria e comprende il territorio dei comuni di Acqui Terme, Alice Bel Colle, Belforte Monferrato, Bistagno, Bosio, Capriata d'Orba, Carpeneto, Cartosio, Casaleggio Boiro, Castelnuovo Bormida, Castelletto d'Erro, Castelletto d'Orba, Cassine, Cassinelle, Cavatore, Cremolino, Denice, Grognardo, Lerma, Malvicino, Melazzo, Merana, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Montechiaro d'Acqui, Morbello, Mornese, Morsasco, Orsara Bormida, Ovada, Pareto, Parodi Ligure, Ponti, Ponzone, Prasco, Predosa, Ricaldone, Rivalta Bormida, Rocca Grimalda, San Cristoforo, Sezzadio, Silvano d'Orba, Spigno Monferrato, Strevi, Tagliolo Monferrato, Terzo, Trisobbio e Visone.
  • provincia di Asti e comprende il territorio dei comuni di Bubbio, Calamandrana, Calosso, Canelli, Cassinasco, Castel Boglione, Castelletto Molina, Castelrocchero, Cessole, Coazzolo, Fontanile, Loazzolo, Maranzana, Monastero Bormida, Mombaldone, Mombaruzzo, Montabone, Olmo Gentile, Quaranti, Roccaverano, Rocchetta Palafea, San Giorgio Scarampi, San Marzano Oliveto, Serole, Sessame e Vesime.
  • provincia di Cuneo e comprende il territorio dei comuni di Alba, Albaretto Torre, Arguello, Bastia, Belvedere Langhe, Benevello, Bergolo, Bonvicino, Borgomale, Bosia, Bossolasco, Briaglia, Camerana, Camo, Carrù, Castellino Tanaro, Castelletto Uzzone, Castiglione Tinella, Castino, Cerretto Langhe, Ceva, Cigliè, Clavesana, Cortemilia, Cossano Belbo, Cravanzana, Diano d'Alba, Dogliani, Farigliano, Feisoglio, Cissone, Gorzegno, Gottasecca, Grinzane Cavour, Igliano, Lequio Berria, Levice, Mango, Marsaglia, Mombarcaro, Monchiero, Mondovi', Monesiglio, Monforte d'Alba, Montelupo Albese, Murazzano, Neviglie, Niella Belbo, Niella Tanaro, Novello, Paroldo, Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Piozzo, Prunetto, Roascio, Rocca di Cigliè, Rocchetta Belbo, Roddino, Rodello, Sale Langhe, Sale San Giovanni, Saliceto, San Benedetto Belbo, Santo Stefano Belbo, Serralunga d'Alba, Serravalle Langhe, Sinio, Somano, Torre Bormida, Torresina, Treiso, Trezzo Tinella e Vicoforte.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOCG Alta Langa

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOCG Alta Langa prevedono, tra l'altro, che:

  • Per tutte le tipologie di Vino Alta Langa, la resa massima dell'uva in vino finito non dovrà essere superiore a 65%. Qualora tale resa superi questa percentuale, ma non oltre il 75% l'eccedenza non ha diritto alla DOCG. Oltre detto limite di percentuale decade il diritto alla denominazione di origine controllata e garantita per tutto il prodotto.
  • Le operazioni di vendemmia sono condotte con la raccolta manuale dei grappoli in piccole cassette forate, mediante le quali vengono anche trasferite ai centri di pressatura e vinificazione. Il trasporto in cantina in piccole cassette consente di trasferire grappoli perfettamente sani ed integri alla prima fase del processo di vinificazione, la pressatura. Si tratta di una fase molto delicata, condotta con l’impiego di una particolare pressa pneumatica, che consente di procedere ad una pressatura con diverse intensità, intervallate da periodi di riposo: il risultato di questo procedimento è la separazione di diverse fasi di mosto, che proseguono poi individualmente il resto del loro processo di vinificazione.
  • Nella elaborazione dei vini deve essere applicato il metodo della rifermentazione in bottiglia secondo il metodo tradizionale o classico. È consentito l’uso del travaso isobarico o il trasferimento da una bottiglia ad un’altra per permettere l’utilizzo di contenitori di foggia o capacità diverse. L’introduzione della tipologia Riserva sia per lo spumante bianco che per il rosè prevede un prodotto ottenuto con permanenza sulle fecce di minimo 36 mesi. Da sempre si è sperimentato la maturazione del vino spumante sui lieviti per valutarne la maturazione, lo sviluppo della qualità e la sua evoluzione. Tanto che abbiamo uno spumante con 24 mesi di invecchiamento e ad uno con 36 mesi che ha le caratteristiche per essere millesimato e riserva.

4. Produttori di Vino DOCG Alta Langa

Con l’utilizzo della DOCG Alta Langa i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOCG Alta Langa

Primi piatti delicati ed antipasti di verdure, crostacei e pesci con salse delicate. Perfetto come aperitivo.


6. Storia e Letteratura del Vino DOCG Alta Langa

Una fase storica significativa della cultura vinicola piemontese Vino Alta Langa risale alla metà dell'800, allorché il Marchese Leopoldo Incisa aveva incluso diversi vitigni francesi nella sua collezione ampelografica localizzata nei vigneti di Rocchetta Tanaro, in quella che allora era la provincia di Alessandria (che includeva anche Asti). Questi vitigni non incontravano, però, molto favore soprattutto presso i viticoltori. L’avversione dei contadini verso i vitigni stranieri era testimoniata ancora verso la fine del secolo dalle lamentele del proprietario succeduto al Marchese Incisa, che non trovava alcun agricoltore disposto a coltivarli.

In realtà, a metà dell’800, non mancavano in Piemonte impianti di Pinot. Già dai primi decenni del 1800 i Conti di Sambuy avevano incominciato ad introdurre alcuni rinomati vitigni francesi con il preciso scopo di migliorare la produzione vinicola locale. Carlo Gancia, però, aveva favorito la diffusione dei Pinot e Chardonnay tra i viticoltori del circondario di Canelli per averne una certa quantità da impiegare nella produzione dei suoi spumanti.

Con il Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte, del quale la denominazione “Alta Langa” è nata, l’industria spumantistica piemontese ha reso al suo territorio un contributo di impegno economico e tecnologico prezioso ad una vocazionalità che per decenni era rimasta inespressa al di fuori del mero ambito scientifico. Si è dimostrato che le colline piemontesi dove la vite aveva nel tempo sedimentato una presenza significativa e duratura, disponevano anche della vocazione per le varietà specializzate alla produzione di spumanti Metodo Classico, secondo un modello di sviluppo che affiancasse di continuo all’enunciazione teorica la sperimentazione pratica.

La stessa strategia della vendemmia, basata essenzialmente sulla manualità dell’operazione e sulla raccolta esclusiva delle uve in piccole cassette forate, utilizzate anche per il convogliamento alla vinificazione, comporta un impegno specifico, a volte anche rilevante che ripaga con un prodotto che rappresenta gli spumanti piemontesi eccellenti nel mondo.

TINTILIA DEL MOLISE DOC

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 01.06.2011, G.U. 139 del 17.06.2011

Denominazione aggiornata con le ultime modifiche riportate con D.M. 22.09.2022


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Tintilia del Molise D.O.C.

La denominazione di origine controllata “Tintilia del Molise” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Rosso
  2. Rosso Riserva
  3. Rosato

1. Tipologie e Uve del Vino DOC Tintilia del Molise

 

  • Tintilia del Molise Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 95% Vitigno Tintilia
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico.
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, con riflessi violacei, odore vinoso, intenso, gradevole, caratteristico, dal sapore secco, armonico, morbido, caratteristico.

  • Tintilia del Molise Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 95% Vitigno Tintilia
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico.
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso granato con riflessi aranciati, odore speziato, intenso, caratteristico, dal sapore secco, armonico, morbido, caratteristico.

  • Tintilia del Molise Rosato (Vino Rosato)
  • Versioni: Secco
  • => 95% Vitigno Tintilia
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico.
  • Vino Rosato dal colore rosato più o meno intenso, odore fruttato delicato, dal sapore asciutto, fresco, armonico, fruttato.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Tintilia del Molise

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Tintilia del Molise è situata nell'omonima regione in territori collinari e montani dell'Appennino Centrale, che si alternano a profonde vallate adeguatamente ventilate, luminose e favorevoli all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Tintilia del Molise è localizzata in:

  • provincia di Campobasso e comprende il territorio dei comuni di Acquaviva collecroce, Baranello, Boiano, Bonefro, Busso, Campobasso, Campodipietra, Campolieto, Casacalenda, Casalciprano, Castelmauro, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Castropignano, Colletorto, Colle d’Anchise, Ferrazzano, Fossalto, Gambatesa, Guardialfiera, Guglionesi, Larino, Limosano, Lucito, Lupara, Macchia Valfortore, Mafalda, Mirabello Sannitico, Monacilioni, Montagano, Montecilfone, Montefalcone del Sannio, Montelongo, Montemitro, Montenero di Bisaccia, Montorio nei Frentani, Oratino, Palata, Petacciato, Petrella Tifernina, Pietracatella, Portocannone, Ripalimosani, Rotello, Salcito, Sant’Angelo Limosano, San Biase, Santa Croce di Magliano, San Felice del Molise, San Giacomo degli Schiavoni, San Giovanni in Galdo, San Giuliano di Puglia, San Martino in Pensilis, Tavenna, Toro, Tufara, Trivento, Ururi e Vinchiaturo.
  • provincia di Isernia e comprende il territorio dei comuni di Agnone, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Colli al Volturno, Forlì del Sannio, Fornelli, Isernia, Longano, Macchia d’Isernia, Miranda, Montaquila, Monteroduni, Pesche, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Pozzilli e Venafro.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Tintilia del MoliseNelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Tintilia del Molise prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Tintilia del Molise non dovrà essere superiore al 70% e al 55% per la tipologia di Vino Rosso Riserva; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Il vino DOC Tintilia del Molise Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 24 mesi.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Tintilia del Molise è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Tintilia del Molise

Con l’utilizzo della DOC Tintilia del Molise i Produttori Vinicoli Molisani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Tintilia del Molise

Primi con i sughi ragù di carne, selvaggina, carne bianca in umido, formaggi stagionati.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Tintilia del Molise

La coltivazione del vitigno “Tintilia” in Molise ha origini antichissime, testimonianze della sua presenza ci portano alla fine dell’700, in epoca borbonica, ed è sancita, dall’agronomo Raffaele Pepe di Civitacampomarano, nel suo manoscritto del 1810.La introduzione e la diffusione del vitigno, documentata e tramandata a noi da numerose testimonianze e reperti del 700, è stata opera dei vari nobili, notabili e possidenti dei Comuni facenti parte del Contato del Molise. Testimonianza scritta della Casa Vinicola Janigro dimostra che, nella seconda metà dell’800, produceva e imbottigliava Tintilia e che questo vino, prodotto nell’anno 1890, si classificò al primo posto e fu premiato con medaglia d’oro alla mostra vinicola di Parigi nel 1900.

La nostra viticoltura si è consolidata nel medioevo, all’ombra del castello feudale, che con il placet del “Signore” era possibile coltivare la vite e poche altre colture per i vassalli e il fabbisogno delle famiglie dei coloni, anche se testimonianza della sua presenza ci è data dai Greci, dai Sanniti e dagli scritti di Plinio.Le prime notizie dettagliate e ordinate secondo un criterio scientifico sulla produzione dei vini prodotti in Molise, dalle varietà coltivate, risalgono agli scritti di Raffaele Pepe, che nel 1812 invitava i produttori a migliorare la vinificazione delle proprie uve senza ricorrere a sofisticate pratiche enologiche. Giuseppe del Re, nel 1836, indica che “i vigneti, quasi tutti piantati sopra colli e poggi, formano un totale di 56.948 moggi (circa 4.000 ha), e contengono varie specie di uve, che maturano quali presto quali tardi, ma vanno tutte al posto nei giorni di vendemmia”.

Nel 1892, su iniziativa di Angelantuono Baranello, sorge a Ferrazzano la Società Operaia che svolge un’intensa attività di promozione nel sottore agricolo locale.L’influenza dei fattori umani, nel corso dei tempi ha portato alla costituzione di numerose cantine cooperative e cantine private, portando nel contempo a definire aspetti tecnici e produttivi, puntualmente riportati nel vigente disciplinare di produzione.

Il Vino DOC Tintilia del Molise ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 1 giugno 2011.

Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 17.05.1983, G.U. 26 del 26.01.1984

Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014 


--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Pentro di Isernia (o Pentro) D.O.C.

La denominazione di origine controllata “Pentro di Isernia (o Pentro)” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Bianco
  2. Rosato
  3. Rosso
  4. Rosso Riserva

1. Tipologie e Uve del Vino DOC Pentro di Isernia

 

  • Pentro di Isernia Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Falanghina
  • >< 15-20% Vitigno Trebbiano Toscano
  • =< 5% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino tenue con riflessi verdognoli, odore delicato, caratteristico, più o meno profumato e sapore asciutto, intenso, piuttosto fresco e armonico.

  • Pentro di Isernia Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • >< 75-80% Vitigno Montepulciano
  • >< 20-25% Vitigno Tintilia
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino più o meno intenso, odore gradevole, caratteristico e sapore asciutto, armonico, vellutato e lievemente tannico.

  • Pentro di Isernia Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • >< 75-80% Vitigno Montepulciano
  • >< 20-25% Vitigno Tintilia
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino più o meno intenso con riflessi violacei, odore vinoso, intenso, gradevole, caratteristico e sapore asciutto, armonico, morbido, caratteristico.

  • Pentro di Isernia Rosato (Vino Rosato)
  • Versioni: Secco
  • >< 75-80% Vitigno Montepulciano
  • >< 20-25% Vitigno Tintilia
  • =< 5% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Molise.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato dal colore rosa più o meno intenso, odore delicato, gradevole, caratteristico e sapore asciutto, armonico, lievemente fruttato, fresco.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Pentro di Isernia

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Pentro di Isernia si estende sulle colline molisane situale al centro degli Appennini, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Pentro di Isernia è localizzata in:

  • provincia di Isernia e comprende il territorio dei comuni di Agnone, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Colli a Volturno, Fornelli, Isernia, Longano, Macchia d’Isernia, Miranda, Montaquila, Monteroduni, Pesche, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Pozzilli, Sant’Agapito, Venafro.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Pentro di Isernia

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Pentro di Isernia prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Pentro di Isernia Bianco e Rosato non dovrà essere superiore al 65% e al 70% per le tipologie di Vino Rosso e Rosso Riserva; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Il vino DOC Pentro di Isernia Rosso deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 12 mesi, di cui almeno 6 in botti di rovere.
  • Il vino DOC Pentro di Isernia Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 48 mesi, di cui almeno 24 in botti di rovere e di ulteriori 6 mesi di affinamento in bottiglia a fine periodo di invecchiamento.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Pentro di Isernia è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Pentro di Isernia

Con l’utilizzo della DOC Pentro di Isernia i Produttori Vinicoli Molisani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Pentro di Isernia

Primi piatti delicati, formaggi stagionati, arrosti al forno.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Pentro di Isernia

La storia e la civiltà agricola del Molise hanno tra le proprie singolarità, per riconosciuta e rinsaldata tradizione, i fattori umani legati al territorio agrario che hanno contribuito a produrre uve, con specifiche caratteristiche, per ottenere vini di alta qualità.

La nostra viticoltura, conosciuta ai tempi dei Greci con un vino denominato Paetrutianum e Plinio parla di un famoso vino prodotto da una vite chiamata pumula, enunciando parole di elogio per quelli della zona di Isernia, si è consolidata nel medioevo all’ombra del castello feudale, che con il placet del “Signore” era possibile coltivare la vite e poche altre colture per i vassalli e il fabbisogno delle famiglie dei coloni.

L’intero territorio regionale è cosparso di testimonianze che documentano la presenza della vite e la illustre qualità dei vini ottenuti. Le prime notizie dettagliate e ordinate secondo un criterio scientifico sulla produzione dei vini prodotti in Molise dalle varietà presenti e coltivate risalgono agli scritti di Raffaele Pepe.

Il Vino DOC Pentro di Isernia ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 17 maggio 1983.

Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

Assovini

Assovini.it è il sito del Vino e delle Cantine ideato nel 1986 e realizzato da un team di Sommelier con la collaborazione di Enologi e Produttori per diffondere i migliori Vini italiani nel mondo.

  • Referente: Salvo Spedale - Sommelier AIS
  • Telefono: +39 389-2856685
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