
Assovini
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 01.09.1972, G.U. 311 del 30.11.1972
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche riportate in G.U. n. 269 del 11.11.2021
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Freisa d'Asti D.O.C.
La denominazione di origine controllata “Freisa d'Asti” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Freisa d’Asti
- Freisa d’Asti Superiore
- Freisa d’Asti Spumante
- Freisa d’Asti Frizzante.
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Freisa d'Asti
- Freisa d'Asti (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato /Amabile
- => 90% Vitigno Freisa
- =< 10% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
- => 11.50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino tendente al granato con l'invecchiamento; Odore fruttato, caratteristico; Sapore da seco ad amabile, armonico, talvolta vivace, leggermente tannico.
- Freisa d'Asti Superiore (Vino Rosso Superiore)
- Versioni: Secco
- => 90% Vitigno Freisa
- =< 10% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
- > 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Superiore dal Colore rosso rubino tendente al granato; Odore fruttato, caratteristico; Sapore secco, armonico, leggermente tannico.
- Freisa d'Asti Frizzante (Vino Rosso Frizzante)
- Versioni: Amabile
- => 90% Vitigno Freisa
- =< 10% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
- > 11.50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Frizzante dalla Spuma vivace, evanescente; Colore rosso rubino tendente al granato; Odore fruttato, caratteristico; Sapore da secco ad amabile, fresco, con sottofondo assai gradevole di lampone.
- Freisa d'Asti Spumante (Vino Rosso Spumante)
- Versioni: Spumante Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec /Doux
- => 90% Vitigno Freisa
- =< 10% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella Regione Piemonte
- > 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Spumante dalla Spuma fine e persistente; Colore rosso rubino eventualmente tendente al granato più o meno intenso, o rosato; Odore caratteristico delicato di lampone e di rosa; Sapore da extra-brut a dolce, fresco, fruttato con sottofondo assai gradevole di lampone.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Freisa d'Asti
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Freisa d'Asti si estende sulle colline astigiane situate a est del Monferrato, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Freisa d'Asti è localizzata in:
- provincia di Asti e comprende il territorio collinare della provincia di Asti, esclusi pertanto i territori comunali di Cellarengo d’Asti e di Villanova d’Asti.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Freisa d'Asti
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Freisa d'Asti prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Freisa d'Asti non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
- Il vino DOC Freisa d'Asti con la menzione Superiore deve essere sottoposto ad invecchiamento per circa 12 mesi.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Freisa d'Asti è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve, ad esclusione delle tipologie di vino Frizzante e Spumante.
4. Produttori di Vino DOC Freisa d'Asti
Con l’utilizzo della DOC Freisa d'Asti i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Freisa d'Asti
Minestre, salami cotti, "bagna cauda".
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Freisa d'Asti
Il nucleo originale di diffusione del vitigno Freisa sembra essere l’area nord occidentale del Monferrato, ai confini tra il bacino terziario piemontese la collina morenica torinese e, amministrativamente, tra le province di Asti e Torino. Lo attestano citazioni del nome Freisa nei catasti del Comune di Chieri del secolo sedicesimo.
Il vitigno Freisa si è poi largamente diffuso in tutta l’area astigiana, essendo in molti comuni a sinistra del Tanaro il secondo vitigno coltivato dopo il Barbera. La sua diffusione è dovuta alle qualità enologiche specifiche, alla sua ottima vocazione come uva da taglio per i freschi aromi fruttati e la tannicità robusta.
Il Vino DOC Freisa d'Asti ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 1 settembre 1972.
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 13.08.1969, G.U. 279 del 05.11.1969
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Fara D.O.C.
La denominazione di origine controllata “Fara” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Fara
- Fara Vigna
- Fara Riserva
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Fara
- Fara (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- >< 50-70% Vitigno Nebbiolo (Spanna)
- >< 30-50% Vitigni Uva Rara (Bonarda Novarese) e Vespolina, da soli o congiuntamente;
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
- => 12% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, profumo fine e piacevolmente gradevole, dal sapore asciutto, sapido, armonico.
- Fara Vigna (Vino Rosso Vigna)
- Versioni: Secco
- >< 50-70% Vitigno Nebbiolo (Spanna)
- >< 30-50% Vitigni Uva Rara (Bonarda Novarese) e Vespolina, da soli o congiuntamente;
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
- => 12% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, profumo fine e piacevolmente gradevole, dal sapore asciutto, sapido, armonico.
- Fara Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
- Versioni: Secco
- >< 50-70% Vitigno Nebbiolo (Spanna)
- >< 30-50% Vitigni Uva Rara (Bonarda Novarese) e Vespolina, da soli o congiuntamente;
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
- => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino con leggeri riflessi granato, profumo caratteristico, fine, gradevole, dal sapore asciutto, sapido, armonico.
- Fara Riserva Vigna (Vino Rosso Invecchiato Vigna)
- Versioni: Secco
- >< 50-70% Vitigno Nebbiolo (Spanna)
- >< 30-50% Vitigni Uva Rara (Bonarda Novarese) e Vespolina, da soli o congiuntamente;
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
- => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino con leggeri riflessi granato, profumo caratteristico, fine, gradevole, dal sapore asciutto, sapido, armonico.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Fara
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Fara si sviluppa sul versante orientale della valle del Sesia, un altopiano prevalentemente argilloso diviso in due strisce collinari, adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Fara è localizzata in:
- provincia di Novara e comprende il territorio dei comuni di Fara Novarese e Briona.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Fara
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Fara prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Fara non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
- Il vino DOC Fara deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 22 mesi, di cui almeno 12 in legno.
- Il vino DOC Fara Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 34 mesi, di cui almeno 20 in legno.
- Nella designazione dei Vini DOC Fara può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Fara è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOC Fara
Con l’utilizzo della DOC Fara i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Fara
Carni rosse, cacciagione, formaggi stagionati.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Fara
Fin dai tempi più remoti a Fara si è coltivata la vite per fare il vino e lo scrittore Plinio il Vecchio già lo menziona nel I° secolo dopo Cristo, testimonianze derivano anche da antichi diari di viticoltori. A Fara Novarese è conservato un Sarcofago romano, attribuito al II° Secolo d.C.. , nel quale si legge molto chiaramente il testo dell’iscrizione nel cartiglio che ci dice che il proprietario negoziava in generi agricoli e in vino.
Il Vino DOC Fara ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 13 agosto 1969.
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con DPR 01.09.72, GU 311 - 30.11.72
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Dolcetto di Ovada D.O.C.
La denominazione di origine controllata “Dolcetto di Ovada” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Dolcetto di Ovada
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Dolcetto di Ovada
- Dolcetto di Ovada (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 97% Vitigno Dolcetto
- =< 3% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Piemonte.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino talvolta con riflessi violacei, odore vinoso dal profumo caratteristico, dal sapore asciutto, morbido, talvolta fruttato e/o mandorlato.
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(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Dolcetto di Ovada
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Dolcetto di Ovada si estende sulle colline ovadesi situate attorno al fiume Orba, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Dolcetto di Ovada è localizzata in:
- provincia di Alessandria e comprende il territorio dei comuni di Ovada, Belforte Monferrato, Bosio, Capriata d'Orba, Carpeneto, Casaleggio Boiro, Cassinelle, Castelletto d'Orba, Cremolino, Lerma, Molare, Montaldeo, Montaldo Bormida, Mornese, Morsasco, Parodi Ligure, Prasco, Rocca Grimalda, San Cristoforo, Silvano d'Orba, Tagliolo Monferrato e Trisobbio.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Dolcetto di Ovada
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Dolcetto di Ovada prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Dolcetto di Ovada non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Dolcetto di Ovada è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOC Dolcetto di Ovada
Con l’utilizzo della DOC Dolcetto di Ovada i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Dolcetto di Ovada
Pietanze di carne bianca e rossa, salumi, formaggi.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Dolcetto di Ovada
Le caratteristiche dei terreni esaltano le caratteristiche migliori delle uve dolcetto di cui la denominazione è costituita permettendo di ottenere vini più profumati e di qualità. La coltivazione del vitigno si è espansa in modo particolare a partire dall’800 anche se ha caratterizzato da sempre i vigneti della zona, al punto di essere stato anche definito Uva di Ovada, o, dai naturalisti, Uva Ovadensis.
Il Vino DOC Dolcetto di Ovada ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 1 settembre 1972.
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato DOC con D.P.R. 10.06.1974, G.U. 269 del 15.10.1974
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Dolcetto d'Asti D.O.C.
La denominazione di origine controllata “Dolcetto d'Asti” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Dolcetto d'Asti
- Dolcetto d'Asti Superiore
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Dolcetto d'Asti
- Dolcetto d'Asti (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigno Dolcetto
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino vivo, odore vinoso, gradevole, caratteristico, dal sapore asciutto vellutato, armonico, di moderata acidità.
- Dolcetto d'Asti Superiore (Vino Rosso Superiore)
- Versioni: Secco
- = 100% Vitigno Dolcetto
- => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino vivo, odore vinoso, gradevole, caratteristico, dal sapore asciutto vellutato, armonico, di moderata acidità.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Dolcetto d'Asti
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Dolcetto d'Asti si estende sulle colline astigiane situate nel comprensorio di Nizza Monferrato, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Dolcetto d'Asti è localizzata in:
- provincia di Asti e comprende il territorio dei comuni di Bubbio, Cassinasco, Castelboglione, Castelletto Molina, Castel Rocchero, Cessole, Fontanile, Loazzolo, Maranzana, Mombaldone, Mombaruzzo, Monastero Bormida, Montabone, Olmo Gentile, Quaranti, Roccaverano, Rocchetta Palafea, S. Giorgio Scarampi, Serole, Sessame, Vesime e, in parte, il territorio dei comuni di Calamandrana, Canelli e Nizza Monferrato.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Dolcetto d'Asti
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Dolcetto d'Asti prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Dolcetto d'Asti non dovrà essere superiore al 70%.
- Il vino DOC Dolcetto d'Asti con la menzione Superiore deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 12 mesi.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Dolcetto d'Asti è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOC Dolcetto d'Asti
Con l’utilizzo della DOC Dolcetto d'Asti i Produttori Vinicoli Piemontesi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Dolcetto d'Asti
Carni bianche, arrosti, carni rosse in umido
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Dolcetto d'Asti
La prima testimonianza della coltivazione del Dolcetto nell’astigiano è del primo decennio del cinquecento ad opera di Giovan Giorgio Allione d’Asti, commediografo e poeta che cita in una delle sue commedie il ‘Dosset de Mongardin’, paese alle porte di Asti.
L’ampia diffusione del Dolcetto nell’Alto Monferrato (e nella fascia preappenninica) è attestata già da insigni studiosi e ampelografi piemontesi dei secoli XVIII e XIX quali Nuvolone e Gallesio, che cita anche il sinonimo “uva d’Acqui”.
Nel 1613 tal Gugliemo Prato, “cittadino Astese, Speziale e Filosopho”, scriveva un trattato ove parlava dei ‘Dosseti’ come ‘rotondo e gentile vino di colore assai grande e saporito, poco o punto agrestino’ lasciando intendere una certa diffusione nella zona della Langa Astigiana, comuni aggregati alla Provincia di Asti nel 1935.
Il Vino DOC Dolcetto d'Asti ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 10 giugno 1974.