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TERRATICO DI BIBBONA DOC

  • Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con DM 28.06.2006, GU 163 del 15.07.2006
  • Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014  

--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Terratico di Bibbona D.O.C.

La denominazione di origine controllata “Terratico di Bibbona” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Bianco
  2. Rosso
  3. Rosso Superiore
  4. Rosato
  5. Trebbiano (da uve di Trebbiano toscano)
  6. Vermentino
  7. Sangiovese
  8. Merlot
  9. Cabernet Sauvignon
  10. Syrah

1. Tipologie e Uve del Vino DOC Terratico di Bibbona

 

  • Terratico di Bibbona Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Vermentino
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana, ad esclusione del Traminer aromatico.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore fine, delicato e sapore secco e armonico.

  • Terratico di Bibbona Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 35% Vitigno Merlot
  • => 35% Vitigno Sangiovese
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore intensamente vinoso e sapore pieno e armonico.

  • Terratico di Bibbona Rosso Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 35% Vitigno Merlot
  • => 35% Vitigno Sangiovese
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 13% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino intenso tendente al granato con l’invecchiamento, odore ampio vinoso ed elegante, caratteristico e sapore pieno, asciutto, caldo ed elegante, con eventuale sentore di legno.

  • Terratico di Bibbona Rosato (Vino Rosato)
  • Versioni: Secco
  • => 35% Vitigno Merlot
  • => 35% Vitigno Sangiovese
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato dal colore rosa senza riflessi violacei, odore fine e delicato, fruttato e sapore secco e armonico, delicato.

  • Terratico di Bibbona Trebbiano (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Trebbiano toscano
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore fine e delicato e sapore secco ed armonico.

  • Terratico di Bibbona Vermentino (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Vermentino
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore delicato, fine, fruttato e sapore secco ed armonico.

  • Terratico di Bibbona Sangiovese (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sangiovese
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore variabile da rosso rubino, tendente al rosso aranciato con l’invecchiamento, odore vinoso, intenso ed elegante, e sapore secco e armonico.

  • Terratico di Bibbona Merlot (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso granato vivo, talvolta con qualche riflesso violaceo tendente al rosso mattone con l’invecchiamento, odore sentore di piccoli frutti, intenso e sapore secco, armonico e pieno.

  • Terratico di Bibbona Cabernet Sauvignon (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore variabile da rosso rubino al granato, odore intenso, caratteristico, speziato e sapore pieno, ed armonico, asciutto.

  • Terratico di Bibbona Syrah (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Syrah
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore variabile da rosso rubino a rosso granato, tendente al rosso mattone con l’invecchiamento, odore intenso, speziato, sentore di piccoli frutti e sapore secco, armonico, pieno.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Terratico di Bibbona

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Terratico di Bibbona si estende sulle colline livonesi, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Terratico di Bibbona è localizzata in:

  • provincia di Livorno e comprende il territorio dei comuni di Rosignano Marittimo, Cecina, Bibbona e Collesalvetti.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Terratico di Bibbona

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Terratico di Bibbona prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Terratico di Bibbona non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Il vino DOC Terratico di Bibbona Rosso Superiore con menzione Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 18 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno.
  • Nella designazione dei Vini DOC Terratico di Bibbona può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Terratico di Bibbona è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Terratico di Bibbona

Con l’utilizzo della DOC Terratico di Bibbona i Produttori Vinicoli Toscani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Terratico di Bibbona

Piatti di carne e primi con sughi ricchi.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Terratico di Bibbona

La tradizione viticola di questo territorio risale al tempo degli etruschi, con 2.500 anni di storia. Gli etruschi avevano appreso la tecnica della coltura della vite attraverso i loro contatti con le civiltà mediterranee dei fenici e dei greci. Utilizzavano tecniche su sostegno vivo (in pratica con l’ausilio di alberi su cui appoggiare i tralci di vite) ancora oggi in uso. Erano forniti di attrezzi per tagliare e potare, che venivano forgiati dai fonditori di ferro. Possono oggi essere definiti maestri e cultori delle pratiche enoiche, pratiche che vennero successivamente imparate e diffuse dai romani.

I romani impararono ad effettuare la vendemmia da agosto fino a novembre, seguendo le varie fasi di maturazione dell’uva. Le uve migliori venivano scelte, pigiate coi piedi nel “calvatorium”, poi torchiate nel “turcularum”, quindi il mosto veniva versato nei “dolia”, grandi anfore di terracotta adatte alla fermentazione e all’affinamento.

Nel 1937 furono eseguiti degli scavi a Casale Marittimo, nel podere denominato “La Pieve”, e vennero alla luce i resti di una villa rustica di epoca imperiale in cui si poterono riconoscere i resti di un “turcularum” e di una cella vinaria (da “La Voce” no 2 1962).

Con la caduta dell’Impero Romano le coltivazioni in pianura vennero abbandonate e la coltura della vite venne praticata esclusivamente sulle colline tufacee attorno ai comuni. Negli statuti dei comuni di Rosignano Marittimo e di Bibbona (1490) vengono riportate norme che regolano la raccolta, la produzione ed il commercio del vino (artt. 73-76-110-116).

Durante la dominazione francese si ebbe il primo (anche se parziale) censimento della produzione di vino della zona. In base al Decreto della Prefettura del Dipartimento del Mediterraneo del 20 Agosto 1809, la popolazione era tenuta a denunciare le “portate” di vino e cereali prodotte degli anni 1809 (retroattivo) e 1810, motivando la causa di un eventuale calo di produzione. Tali documenti di denuncia delle portate sono depositati presso l’archivio comunale di Bibbona (46/3 Fascicolo Portate di vino 1810).

Le quantità di vino sono espresse in barili, la cui capacità è (per la Legge dei pesi e delle misure del 14 Febbraio 1810) di “mezzo ectolitro”, ovvero 50 litri. Dal “Dal diario di Vittorio Chiavacci (1900)” leggiamo: … “si mangiò le abbondanti e famose pappardelle, poli e triglie chiappate a Marina, ed annaffiate da saporoso vino del Paratino”…

Dall’elenco delle attività industriali e commerciali di Cecina del 1912 si apprende che esistevano sul territorio 3 bottai, 1 fabbrica di fiaschi, 7 fiaschetterie, a testimonianza dell’importanza del vino nella zona.

Dal dopoguerra ad oggi, grazie allo sviluppo della meccanizzazione agricola ed all’affinamento delle tecniche enologiche, molte sono le aziende agricole che hanno espanso l’attività vitivinicola, molte le nuove aziende vitivinicole nate nella zona.

La millenaria storia vitivinicola dell’area, dagli Etruschi al Medio Evo, fino ai tempi nostri, attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione ed interazione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche dei vini “Terratico di Bibbona”.

Il Vino DOC Terratico di Bibbona ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 28 giugno 2006.

SOVANA DOC

  • Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 20.05.1999, G.U. 126 del 01.06.1999
  • Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014  

--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Sovana D.O.C.

La denominazione di origine controllata “Sovana” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Rosso
  2. Rosso Superiore
  3. Rosso Riserva
  4. Rosato
  5. Aleatico Superiore
  6. Aleatico Riserva
  7. Aleatico Passito
  8. Aleatico Riserva Passito
  9. Cabernet Sauvignon Superiore
  10. Cabernet Sauvignon Riserva
  11. Ciliegiolo Superiore
  12. Ciliegiolo Riserva
  13. Merlot Superiore
  14. Merlot Riserva
  15. Sangiovese Superiore
  16. Sangiovese Riserva

1. Tipologie e Uve del Vino DOC Sovana

 

  • Sovana Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Sangiovese
  • =< 50% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino con riflessi violacei, odore vinoso e sapore asciutto, armonico ed equilibrato.

  • Sovana Rosso Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Sangiovese
  • =< 50% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino con riflessi violacei, odore vinoso e sapore asciutto, armonico ed equilibrato.

  • Sovana Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Sangiovese
  • =< 50% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso intenso tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso, intenso e caratteristico che si affina nel corso dell’invecchiamento e sapore asciutto, corposo, armonico, asciutto.

  • Sovana Rosato (Vino Rosato)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Sangiovese
  • =< 50% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato dal colore dal rosa tenue al rosa cerasuolo, odore vinoso, delicato, con intense note fruttate e sapore asciutto, armonioso, leggermente acidulo.

  • Sovana Aleatico Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Aleatico
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino di buona intensità, odore vinoso, caratteristico e sapore da secco a dolce, armonico ed equilibrato.

  • Sovana Aleatico Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 85% Vitigno Aleatico
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino di buona intensità, odore vinoso, caratteristico e sapore da secco a dolce, armonico ed equilibrato.

  • Sovana Aleatico Passito (Vino Rosso Passito)
  • Versioni: Dolce
  • => 85% Vitigno Aleatico
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Passito dal colore rosso rubino intenso, odore intenso, vinoso, caratteristico e sapore dolce di corpo, armonico.

  • Sovana Aleatico Riserva Passito (Vino Rosso Passito Invecchiato)
  • Versioni: Dolce
  • => 85% Vitigno Aleatico
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Passito Invecchiato dal colore rosso rubino intenso, odore intenso, vinoso, caratteristico e sapore dolce di corpo, armonico.

  • Sovana Cabernet Sauvignon Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso intenso con riflessi violacei, tendenti al granato con l’invecchiamento, odore vinoso con note speziate e sapore corposo, sapido, asciutto, giustamente tannico.

  • Sovana Cabernet Sauvignon Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso intenso con riflessi violacei, tendenti al granato con l’invecchiamento, odore vinoso con note speziate e sapore corposo, sapido, asciutto, giustamente tannico.

  • Sovana Ciliegiolo Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Ciliegiolo
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso, delicato e sapore asciutto, vellutato, armonico, di buon corpo.

  • Sovana Ciliegiolo Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Ciliegiolo
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso, delicato e sapore asciutto, vellutato, armonico, di buon corpo.

  • Sovana Merlot Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso con riflessi violacei, tendente al granato con l’invecchiamento, odore tipico con note fruttate e sapore asciutto, ampio e vellutato.

  • Sovana Merlot Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso con riflessi violacei, tendente al granato con l’invecchiamento, odore tipico con note fruttate e sapore asciutto, ampio e vellutato.

  • Sovana Sangiovese Superiore (Vino Rosso Superiore)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sangiovese
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso, talvolta con note fruttate di ciliegia e viola, e sapore asciutto, corposo, armonico.

  • Sovana Sangiovese Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sangiovese
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso, talvolta con note fruttate di ciliegia e viola, e sapore asciutto, corposo, armonico.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Sovana

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Sovana si estende sulle colline della Toscana sud-occidentale, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Sovana è localizzata in:

  • provincia di Grosseto e comprende il territorio dei comuni di Pitigliano, Sorano e, in parte, il territorio del comune di Manciano..

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Sovana

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Sovana prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Sovana non dovrà essere superiore al 70% e al 40% per le tipologie Aleatico Passito e Riserva Passito; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Le uve destinate alla produzione del Vino DOC Sovana Aleatico Passito devono essere sottoposte ad appassimento naturale fino a raggiungere un grado zuccherino di almeno 26%.
  • Il vino DOC Sovana Rosato deve essere ottenuto con la vinificazione in "Rosato" delle uve a bacca rossa.
  • I vini DOC Sovana Rosso Superiore e Sovana Superiore con menzione Riserva devono essere sottoposti ad invecchiamento per circa 18 mesi in botti di legno e di 6 mesi di affinamento in bottiglia.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Sovana è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Sovana

Con l’utilizzo della DOC Sovana i Produttori Vinicoli Toscani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Sovana

Bistecche alla fiorentina, fagioli al fiasco, scottiglia.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Sovana

La millenaria storia vitivinicola riferita al territorio della Maremma sud-orientale, dall’epoca etrusca a quella romana, al medioevo, fino ai giorni nostri, attestata da numerosi documenti, citazioni e testimonianze storiche, è la prova fondamentale della stretta connessione e interazione tra i fattori umani e la qualità e le caratteristiche peculiari dei vini «Sovana».

È la testimonianza, perciò, di come l’intervento dell’uomo in questo particolare territorio abbia tramandato, nel corso dei secoli, le tecniche tradizionali di coltivazione della vite ma anche le rituali prassi enologiche, le quali, tuttavia, in epoca moderna, sono state migliorate e affinate, grazie all’indiscutibile progresso scientifico e tecnologico, fino a ottenere i vini Sovana.

Il Vino DOC Sovana ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 20 maggio 1999.

SANT'ANTIMO DOC

  • Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 18.01.1996, G.U. 26 del 01.02.1996
  • Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014  

--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino Sant’Antimo D.O.C.

La denominazione di origine controllata “Sant'Antimo” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Bianco
  2. Rosso
  3. Vin Santo
  4. Vin Santo Riserva
  5. Vin Santo Occhio di Pernice
  6. Vin Santo Occhio di Pernice Riserva
  7. Chardonnay
  8. Sauvignon
  9. Pinot Grigio
  10. Cabernet Sauvignon
  11. Merlot
  12. Pinot Nero
  13. Novello

1. Tipologie e Uve del Vino DOC Sant’Antimo

 

  • Sant’Antimo Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore delicato, gradevole e sapore asciutto, pieno, armonico.

  • Sant’Antimo Rosso (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchiamento, odore vinoso, gradevole e sapore sapido, armonico, a volte austero.

  • Sant’Antimo Rosso Novello (Vino Rosso Novello)
  • Versioni: Secco
  • = 100% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso Novello dal colore rosso rubino con riflessi violacei, odore fruttato, fresco, con ricordo dell’uva appena spremuta e sapore leggero, gradevole, vinoso.

  • Sant’Antimo Vin Santo (Vino Bianco Vin Santo)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 70% Vitigni Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga, da soli o congiuntamente;
  • =< 30% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Vin Santo dal colore variabile da giallo da paglierino dorato fino all’ambrato intenso, odore etereo, intenso, caratteristico e sapore armonico vellutato, con più pronunciata rotondità per il tipo amabile.

  • Sant’Antimo Vin Santo Riserva (Vino Bianco Vin Santo Invecchiato)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • => 70% Vitigni Trebbiano toscano e Malvasia bianca lunga, da soli o congiuntamente;
  • =< 30% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Vin Santo Invecchiato dal colore variabile da giallo da paglierino dorato fino all’ambrato intenso, odore etereo, intenso, caratteristico e sapore armonico vellutato, con più pronunciata rotondità per il tipo amabile.

  • Sant’Antimo Vin Santo Occhio di Pernice (Vino Rosato Vin Santo)
  • Versioni: Dolce
  • >< 50-70% Vitigno Sangiovese
  • >< 30-50% Vitigno Malvasia Nera
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato Vin Santo dal colore variabile da rosa intenso a rosa pallido, odore caldo, intenso e sapore dolce, morbido, vellutato, rotondo.

  • Sant’Antimo Vin Santo Occhio di Pernice Riserva (Vino Rosato Vin Santo Invecchiato)
  • Versioni: Dolce
  • >< 50-70% Vitigno Sangiovese
  • >< 30-50% Vitigno Malvasia Nera
  • =< 30% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosato dal colore variabile da rosa intenso a rosa pallido, odore caldo, intenso e sapore dolce, morbido, vellutato, rotondo.

  • Sant’Antimo Chardonnay (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Chardonnay
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore delicato, gradevole, caratteristico e sapore asciutto, pieno, armonico.

  • Sant’Antimo Sauvignon (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore delicato, caratteristico, intenso e sapore secco, armonico, lievemente acidulo.

  • Sant’Antimo Pinot Grigio (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Pinot Grigio
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino, odore delicato, floreale, caratteristico e sapore asciutto, armonico.

  • Sant’Antimo Cabernet Sauvignon (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 12% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, odore caratteristico, intenso e sapore pieno, vellutato, giustamente tannico.

  • Sant’Antimo Pinot nero (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Pinot nero
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino poco intenso, odore caratteristico, marcato, a volte con ricordi di fragole e sapore asciutto, vellutato.

  • Sant’Antimo Merlot (Vino Rosso)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Merlot
  • =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, odore caratteristico, intenso e sapore pieno, vellutato con ricordi di frutta.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Sant’Antimo

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Sant’Antimo si estende sulle colline senesi, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC Sant’Antimo è localizzata in:

  • provincia di Siena e comprende il territorio dei comuni di Sant’Antimo e Montalcino.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Sant’Antimo

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Sant’Antimo prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC Sant’Antimo parte del territorio amministrativo del comune di Montalcino non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Le uve destinate alla produzione dei Vini DOC Sant’Antimo Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice devono essere sottoposte ad appassimento naturale fino a raggiungere un grado zuccherino di almeno 26,6%.
  • I vini DOC Sant’Antimo Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice devono essere sottoposti ad invecchiamento in recipienti di legno (caratelli) di capacità non superiore a cinque ettolitri per circa 36 mesi e, comunque essere immessi sul mercato non prima del 1° novembre del terzo anno successivo alla vendemmia.
  • L'immissione al consumo dei vini DOC Sant’Antimo Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice con menzione Riserva non può avvenire prima del 1° novembre del quarto anno successivo a quello di produzione delle uve.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Sant’Antimo è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC Sant’Antimo

Con l’utilizzo della DOC Sant’Antimo i Produttori Vinicoli Toscani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Sant’Antimo

Piatti delicati ed a base di pesce, piatti di carni bianche e rosse, formaggi.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC Sant’Antimo

La denominazione trae origine da uno dei monumenti simbolo di Montalcino in provincia di Siena, l'abbazia romanica di Sant'Antimo, ed è stata voluta dai produttori per valorizzare tutti quei vitigni di qualità che hanno raggiunto gradimento tra i consumatori. Molte notizie storiche testimoniano la produzione di vini da parte dei Monaci dell’Abbazia di Santa’Antimo, la quale si trovava sul percorso della via Francigena, sulla quale transitavano molti pellegrini provenienti dal Nord Europa e diretti verso Roma.

Sant’Antimo è stata fondata da Carlo Magno nel IX secolo e pertanto ha rappresentato da sempre un punto di riferimento per la produzione agricola e quindi anche vitivinicola del territorio.

Il Vino DOC Sant’Antimo ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 18 gennaio 1996.

SAN TORPE' DOC

  • Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 08.07.1980, G.U. 300 del 31.10.1980
  • Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014  

--- Confine regionale    --- Confine provinciale  ♦ Zona di produzione

 


Vino San Torpè D.O.C.

La denominazione di origine controllata “San Torpe'” è riservata ai vini che rispondono alle condizioni e ai requisiti prescritti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:

  1. Bianco
  2. Rosato
  3. Vin Santo (anche con menzione Riserva)
  4. Chardonnay
  5. Sauvignon
  6. Trebbiano
  7. Vermentino

1. Tipologie e Uve del Vino DOC San Torpè

 

  • San Torpè Bianco (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Trebbiano Toscano
  • =< 50% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore vinoso, vivace, caratteristico e sapore secco, delicato, armonico.

  • San Torpè Rosato (Vino Rosato)
  • Versioni: Secco
  • => 50% Vitigno Sangiovese
  • =< 50% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore vinoso, vivace, caratteristico e sapore secco, delicato, armonico.

  • San Torpè Chardonnay (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Chardonnay
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore ampio, caratteristico e sapore asciutto, armonico.

  • San Torpè Sauvignon (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Sauvignon
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 11% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore ampio, caratteristico e sapore asciutto, armonico.

  • San Torpè Trebbiano (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Trebbiano Toscano
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore asciutto, fine, caratteristico e sapore secco, delicato, armonico.

  • San Torpè Vermentino (Vino Bianco)
  • Versioni: Secco
  • => 85% Vitigno Vermentino
  • =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore ampio, fruttato e sapore asciutto, armonico.

  • San Torpè Vin Santo (Vino Bianco Vin Santo)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • =< 100% Vitigni Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente
  • =< 50% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Vin Santo dal colore variabile dal giallo dorato all’ambrato intenso, odore etereo, intenso, aromatico, caratteristico e sapore da secco a dolce, caldo, armonico vellutato con retrogusto caratteristico e più pronunciata rotondità per il tipo amabile.

  • San Torpè Vin Santo Riserva (Vino Bianco Vin Santo Invecchiato)
  • Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
  • =< 100% Vitigni Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente
  • =< 50% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Toscana.
  • => 16% Vol. Titolo alcolometrico
  • Vino Bianco Vin Santo Invecchiato dal colore variabile dal giallo dorato all’ambrato intenso, odore etereo, intenso, aromatico, caratteristico e sapore da secco a dolce, caldo, armonico vellutato con retrogusto caratteristico e più pronunciata rotondità per il tipo amabile.

__________

(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).


2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC San Torpè

L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC San Torpè si estende sulle colline della Toscana nord-occidenatale, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.

La Zona di Produzione del Vino DOC San Torpè è localizzata in:

  • provincia di Pisa e comprende il territorio dei comuni di Casciana Terme, Capannoli, Chianni, Crespina, Lari, Palaia, Ponsacco e Terricciola, nonché parte del territorio dei Comuni di Cascina, Fauglia, Lajatico, Lorenzana, Montopoli Valdarno, Peccioli Pontedera, Santa Luce e S. Miniato.
  • provincia di Livorno e comprende il territorio del comune di Collesalvetti.

3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC San Torpè

Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità. 

Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC San Torpè prevedono, tra l'altro, che:

  • La resa massima dell’uva in vino DOC San Torpè non dovrà essere superiore al 70% e al 35% per le tipologine di Vin Santo; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
  • Le uve destinate alla produzione del Vino DOC San Torpè Vin Santo devono essere sottoposte ad appassimento naturale fino a raggiungere un grado zuccherino di almeno 26%.
  • Il vino DOC San Torpè Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per circa 48 mesi e, comunque, immesso sul mercato non prima del 1° novebre del quarto anno successivo alla vendemmia.
  • Nella designazione dei Vini DOC San Torpè può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
  • Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC San Torpè è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.

4. Produttori di Vino DOC San Torpè

Con l’utilizzo della DOC San Torpè i Produttori Vinicoli Toscani sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.


5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC San Torpè

Cucina di mare, in particolare a molluschi, crostacei, anguille, torta di acciughe, biscottini di Prato, i brigidini e il castagnaccio.


6. Storia e Letteratura del Vino DOC San Torpè

E' nella pubblicazione "Viticoltura e enologia" di Pollacci del 1883 che vengono indicati, come ideatori e fautori dell'esportazione del vino in Toscana, in tutta Italia e all'estero il Barone Ricasoli e il Toscanelli, coadiuvati dai negozianti Gianfanelli di Livorno, Fratelli Conti e Carlo Mantelli di Firenze e Luigi Laborel Merini di Firenze.

A seguito della creazione di un primo modello di mercato estero e non, nasce l'esigenza di far conoscere i propri prodotti nella terra d'origine. Si ricava così dagli Atti del Comizio Agrario di Pisa, tenutosi nel 1884, la decisione di nominare un rappresentate di ogni Comune della Provincia di Pisa assieme ai Comitati agrari locali, su esortazione del Prefetto di Pisa, al fine di organizzare nel 1885 la prima fiera di Vini e Oli pisani.

E' del 1891 l'Albo dei viticoltori e negozianti della Regione Toscana. Ciò a dimostrare quanto già fosse sviluppata l'attività enologica in provincia di Pisa, a proposito della quale il dottor Sirio Martini, nel libro " I Pregiudizi nella coltivazione della vite in Toscana" del 1897, scrive: "(...) una delle cause principali dell'inferiorità dei nostri vini è quella di non saper troppo bene adattare il vitigno alle varie condizioni. Anche il mercato ha le sue esigenze e deve sempre riconoscersi come il grande regolatore della produzione".

"La Toscana vinicola e olearia" diretta dal Cav. Ranieri Pini, del agosto 1899, dove si scrive a proposito delle campagne toscane, specificatamente su Faglia: " Il prezzo del vino va sensibilmente elevandosi sia perché le buone qualità vanno ogni giorno restringendosi in poche cantine sia per la scarsa promessa del raccolto. I vini bassi si vendono dalle 18 alle 24 lire al quintale, quelli di prima qualità dalle 28 alle 35.

A seguire gli Atti della Riunione dei Viticoltori Toscani, tenutasi a Pistoia dal 20 al 23 settembre 1899. Relatore il Professor Vannuccio Vannuccini, direttore dell'Istituto agrario di Arezzo. Intervento: " I vitigni toscani più raccomandabili". " Fra i vitigni ad uva nera, il posto d'onore va al San Giovato dolce e grasso.

Sono sinonimi del primo il Prugnolo, il Morellino... del secondo il Chiantino, il Prugnolino. Il San Giovato da una produzione media ma costante. Poi il Canaiolo nero. Fra le uve bianche la Malvasia al posto d'onore perché produce vino delicato e aromatico e perché insieme al Canaiolo e al San Gioveto compone il vero tipo del vino chianti. Poi il Trebbiano che può benissimo sostituire la Malavasia. Altri ottimi vitigni bianchi sono il Bottaio, il Greco, la Verdea e la Colombana..

Fra i vitigni più raccomandabili sono: A) zona insulare e litoranea: anzonica, biancone, san giovato. B) zona continentale: in collina; san giovato, Lanaiolo nero, colorino, trebbiano, malvasia, canaiolo bianco. Zona monti; san giovato dolce, morellino, trebbiano.". Da questo intervento e consultando le riviste e i testi di enologia dell'epoca emerge che i tipi di vitigni coltivati non erano secondo ispirazione o selezione privata, ma secondo gli indirizzi degli enti comuni, che sostenevano il coltivatore e produttore nelle difficoltà che avrebbe incontrato sia dal punto di vista agricolo che commerciale. Da qui anche la nascita preponderante dei consorzi e delle cattedre ambulanti di agricoltura.

Il 1° ottobre sempre del 1899 si tiene la riunione dei viticoltori della Provincia di Pisa allo scopo di far votare al governo provvedimenti più utili e opportuni contro la fillossera della provincia stessa. Dagli atti: " (...) il Dottor Tabler tendente a nominare una commissione che con i rappresentati degli enti agrari della provincia possa con calma e competenza suggerire provvedimenti più indicati per la difesa della viticoltura locale.

Tale proposta viene respinta e si appoggia l'ordine del giorno dell'Avv. Marconi di lari che invoca l'abbandono completo del sistema distruttivo dell'intera provincia e fa voti che l'iniziativa privata sia coadiuvata dal governo e dagli Enti per promuovere l'impianto di vivai comunali di viti americane". A proposito della fillossera è da ricordare senza indugio il Consorzio Antifilloserico guidato da Gambini dott. Oreste, Cioni Fortuna avv. Guido, Venerasi- Pesciolini conte G.B., Ferrini Giuseppe e Fossetti avv. Italo.

Sul bollettino si legge : " (...) il vino toscano ha ormai acquistato una fama mondiale, ma il commercio di esso è disorganizzato e privo di tutela. Si uniscano i viticoltori della Provincia di Pisa e i componenti del Consorzio Antifillosera alla Società Viticoltori di Firenze".

Siamo nel 1923, quando Ottavio Ottavi in " Enologia teorico-pratica" parla dell'andamento commerciale facendone una sintesi: " La Toscana esporta i suoi vini in tutte le regioni italiane e all'estero. Le spedizioni avvengono specialmente dalle province di Siena, Firenze, Arezzo, Pisa e da parte di quella di Lucca per i vini rossi. L'esportazione dei vini in bottiglia all'estero (Germania, Francia, Svizzera, Malta, Egitto, Montenegro, Turchia Europea, Argentina) ha avuto un aumento considerevole fino al principio della guerra mondiale".

Le caratteristiche di finezza del vino toscano vengono in buona parte dai vitigni fra i quali dominano il San Giovese, il Canaiolo e il Trebbiano". Andando avanti quasi di dieci anni per arrivare al 1935, si deve considerare la rivista Il processo Agricolo" in cui troviamo che durante il II0 Congresso Barmans, Maitres d'Hotel e Chefs di cucina per la conoscenza e la valorizzazione dei vini italiani, tenuto nel 1933, in Toscana si lamentò la mancanza di pubblicazioni rivolte a una migliore conoscenza dei vini italiani.

Fu così che la casa vinicola Barone Ricasoli si assunse l'onere di realizzare un'iniziativa di tal genere. Vennero pubblicati: "I vini e gli alberghi" di Arturo Marescalchi, "I caratteri di un vino genuino" di Giuseppe De Astis, "Dove si trovano i miglior vini italiani" di Giovanni Dal masso.

Sempre nel 1935, nei vivai del Consorzio Provinciale per la viticoltura di Pisa, si attuano iniziative, come le definisce la stampa di allora " per cultura della vite in campo educativo, morale e commerciale, attraverso corsi per educare maestranze specializzate nelle pratiche vinicole,specialmente nell'innesto; studio dei vitigni americani che meglio si adattano ai vari terreni della Provincia per la ricostituzione viticola".

I quattro vivai del Consorzio furono organizzati con l'approvazione del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste. I vivai erano: - vivaio di Ospedaletto, per la produzione di materiale innestato -vivaio di San Mimato, per la produzione di Barbatelle - vivaio di Pontedera, per la produzione di materiale americano da innesto ( talee) - vivaio di Volterra, per la produzione di materiale misto.

La produzione di materiale ceduto agli agricoltori al Vivaio di Pisa, 1934-35 ammonta a: - barabatelle innestate 87.742 10 - barabatelle selvagge 19.205 - talee da impianto 51.120. Le barbatelle selvagge, vendute 15 £ al cento, erano di varie varietà. In maggioranza Riparia Gioire, Riparia Cardifolia, Riparia Rupestris. Le barbatelle innestate, vendute 40£ al cento, si componevano di San Gioveto, Trebbiano, Ciliegiolo, Lanaiolo e Malvasia. Potevano anche essere innestate con uva da tavola, Colombana, Regina, Itala, Zibibbo, Moscato di Terracina, Aurora. Le talee da impianto di varie varietà erano vendute a 4£ al cento. Il patrimonio viticolo provinciale era di circa 789.000 ettari di superfice vitata, il numero delle viti in produzione sui 75 milioni. Questo un primo sguardo sulla storia del vino in Italia, e in special modo in Toscana con riferimenti puntuali alla Provincia di Pisa.

Il Vino DOC San Torpè ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 8 luglio 1980.

Oltre 300 buyers, tra Importatori, Grossisti e Distributori in 70 paesi del mondo, sono le collaborazioni attive di Assovini.it

Assovini

Assovini.it è il sito del Vino e delle Cantine ideato nel 1986 e realizzato da un team di Sommelier con la collaborazione di Enologi e Produttori per diffondere i migliori Vini italiani nel mondo.

  • Referente: Salvo Spedale - Sommelier AIS
  • Telefono: +39 389-2856685
  • Email: info@assovini.it

 

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