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Orvieto e Amelia: già dal nome e dal logo si comprende la duplice radice che distingue questa Strada dei Vini e dei Sapori, che taglia il territorio umbro dell'Orvietano, dell'Amerino e del Ternano, fino alla Valnerina.

La testa del Germanico e quella di fanciullo etrusco della tomba Golini non fanno che evidenziare due facce della stessa medaglia, "le più antiche terre da vino dell'Umbria".

Qui la vite si alleva da almeno duemilacinquecento anni, con diversi vitigni e diversi vini, oggi come allora a seconda dell'esposizione e del tipo di suolo, decisamente tufaceo verso Orvieto, calcareo ad Amelia.

L'itinerario della strada non è soltanto un susseguirsi di cantine e di aziende vinicole, ma è inscindibilmente legato alle bellezze storiche, artistiche e ambientali, ed è connesso con l'intera offerta della filiera del gusto tradizionale e certificata, dalla produzione olearia d'eccellenza all'agricoltura biologica, dai prodotti tipici a quelli dell'artigianato artistico.

Oltre alla rete degli sportelli turistici territoriali (IAT), due sono le porte d'entrata per conoscere i servizi e i prodotti lungo la Strada: il Palazzo del Gusto di Orvieto, annesso all'Enoteca regionale dove si trova in esposizione una rassegna completa della realtà vinicola provinciale e regionale, e il Palazzo Petrignani ad Amelia, situato nel cuore storico della città, che ospita l'Accademia dell'Alimentazione.

La Strada lega i territori dei comuni di Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Montefalco, e si articola in cinque itinerari che attraversano il territorio alla scoperta anche di prodotti tipici rari e inconsueti, ma di grande significato gastronomico, storico e culturale: il lardo, il farro, il tartufo nero, i prodotti del bosco, il miele. Vi si è sempre prodotto onesto vino rosso e qualche bottiglia di Grechetto.

Le bottiglie di quello che oggi è il celeberrimo Rosso Sagrantino erano tenute in serbo nelle sagrestie per le Messe solenni di Natale e Pasqua. Era vino “sacro”, che ha trasmesso al nome il carattere. Proveniva da un vitigno autoctono poco diffuso altrove. Da pochi anni vignaioli intelligenti e capaci lo hanno offerto di nuovo ai palati più raffinati. Data la stretta correlazione fra i due vini, la Strada permette di scoprire anche le zone del Montefalco Rosso. Il percorso si snoda nel territorio dei cinque comuni della Doc e incrocia anche zone di produzione di altri due prodotti pregiati: l’olio extravergine di oliva e la porchetta.

Il territorio attraversato dalla Strada è interessato dai vini Doc Colli del Trasimeno o Trasimeno. Il percorso si articola in quattro itinerari turistici che attraversano la storia e l’arte, particolarmente vivaci in queste zone.

Il primo attraversa i luoghi che videro il cammino faticoso e gli scontri sanguinosi fra i soldati di Annibale e le legioni romane. A Tuoro sorge uno straordinario museo all’aperto, con decine di stele scolpite da artisti contemporanei che si innalzano in una selva multiforme a reclamare la pace. Passignano sul Trasimeno vanta origini etrusche e conserva l’aspetto medievale nelle case di pietra e nelle viuzze strette.

La sponda orientale, teatro del secondo itinerario, è dominata dal castello di Magione, voluto dai Cavalieri di Malta. La storia antropologica e naturalistica del lago è tracciata nel Museo della Pesca di S. Feliciano. Pietro Vannucchi, detto il Perugino, nativo di Città della Pieve, respirò la cultura, le forme e i colori del paesaggio che, dalla sponda occidentale del lago, si affaccia sulla campagna senese.

Con affreschi importanti, la città, mèta del terzo itinerario, conserva monumenti dei secoli XIII-XVI.

Castiglione del Lago, attorno a cui si impernia l’ultimo itinerario, era la quarta isola del Trasimeno: ora è divenuto promontorio coperto di ulivi e centro principale del territorio bagnato dallo specchio d’acqua che non risparmia burrasche improvvise e gelate invernali.

L'Umbria, una terra dal cuore verde, ricca di valli incontaminate, di strade immerse tra secolari oliveti e grandi vigneti che conducono a meravigliosi borghi ricchi di arte e storia. Seguendo la “Strada dell’Olio DOP” ci immergeremo nella quiete delle sue campagne ondulate, e nei colori rinascimentali dei suoi paesaggi.

ITINERARIO: Arrivo individuale a Trevi. Sede del Museo dell’olio e dell’ulivo, ospitato all’interno di un antico convento francescano, Trevi custodisce un patrimonio artistico di prim'ordine. Nel caso arrivaste con un pò di anticipo, vi consigliamo una visita al suo centro cittadino. Il ritrovo è fissato presso la stazione dei treni di Trevi, dove alle 19 un transfer privato ci condurrà all’hotel. Valentina, la proprietaria, ci accoglierà con un drink di benvenuto. Conosceremo allora il resto del gruppo e l’accompagnatore. Cena e pernottamento in hotel.

Trevi-Spello Dopo colazione partiamo a piedi alla volta di Spello. Immersi negli uliveti e accompagnati da uno scenario che non ci abbandonerà durante tutto il fine settimana, composto da antiche fonti, terrazzati ed edicole sacre, giungiamo all’antico frantoio Petesse. Qui Maria, dopo averci introdotto al profumato mondo dell’olio extra vergine d’oliva DOP, delizierà i nostri palati con un ricco buffet di piatti tipici a chilometro zero.

Dopo questa piacevole sosta proseguiamo la nostra camminata attraversando i borghi di Colle Scandolaro e di Collepino, arrivando fino a Spello, paesino di origini romane famoso per i suoi vicoli in fiore e per i numerosi affreschi del Pinturicchio. Possibilità di visitare la chiesa di Santa Maria Maggiore, la Domus Romana con i suoi famosi mosaici e il centro del paese. Cena e pernottamento in hotel.

Spello-Assisi Oggi partiamo di buona lena per attraversare il parco del Monte Subasio, legato alle memorie francescane e dei tanti romitori disseminati lungo la montagna: per questo è stato definito il “Parco mistico” o, anche, il “Parco di Assisi”, in quanto la cittadina ne rappresenta l’accesso privilegiato. Assisi e il suo monte vivono reciprocamente in una sorta di simbiosi che si tramanda sin dall’antichità e che, attraverso i secoli, si è rafforzata. Dopo pranzo conosciamo questa città: ci immergiamo nella sua atmosfera particolare passeggiando lungo un percorso che si snoda tra piazze e chiese. Per concludere, la basilica di San Francesco, custode delle spoglie del Santo, e la Rocca Maggiore, che ci regala una vista panoramica della Valle Umbra, da Perugia a Spoleto.

Giunti ormai al termine di questo tour, con un transfer raggiungiamo la stazione di Assisi, da dove ognuno prenderà il treno di rientro.

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