
Assovini
Varietà: 313 RUCHE' - Data di ammissione al Registro: 6/05/1981 - Gazzetta ufficiale: G.U. 135 - 19/05/1981
Il vitigno Ruchè, a bacca nera, viene coltivato nella regione Piemonte.
Il Ruche' è un vitigno piemontese il cui nome ha un’etimologia incerta. Alcuni lo farebbero risalire alla Confraternita dei frati di San Rocco, altri alla predilezione del Ruchè per le rocche più scoscese e assolate. Altri ancora fanno derivare il nome da "roncet", una degenerazione infettiva di origine virale, per la sua maggior resistenza alla virosi rispetto ad altre varietà allevate in zona (Piemonte). Infatti le sue remote origini sono senz'altro Piemontesi con un'attuale area di maggiore concentrazione circoscritta al comune di Castagnole Monferrato e più marginalmente ad altre zone dell'Astigiano. Si sarebbe diffuso, molto sporadicamente, anche nell'Alessandrino, dove spesso viene chiamato Moscatellina.
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: media, pentagonale, trilobata o quinquelobata.
- Grappolo: medio o medio-grande, allungato e alato (da 1 a 3 ali), mediamente spargolo.
- Acino: medio, sferoidale.
- Buccia: leggermente pruinosa e spessa.
- Denominazioni vinificate in Piemonte
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Dal vitigno Ruchè si ottiene un vino dal colore rosso rubino, profumi delicati di rosa e fragolina di bosco, gusto non molto pieno, gradevole, abbastanza equilibrato. Può anche servire a produrre un vino dolce o abboccato, piacevolmente aromatico (con note di rosa e di piccoli frutti). Frequentemente si aggiunge una piccola percentuale di Barbera per aumentarne la conservabilità e l'acidità totale.
Varietà: 325 QUAGLIANO - Data di ammissione al Registro: 24/06/1992 - Gazzetta ufficiale: G.U. 161 - 10/07/1992
Il vitigno Quagliano, a bacca nera, viene coltivato nella regione Piemonte.
Il Quagliano è un vitigno autoctono piemontese della zona del Saluzzese, dove è ancor oggi coltivato. E' un'uva con la bacca piuttosto grossa, utilizzabile per le sue caratteristiche organolettiche anche come uva da tavola, e che nel passato, per le sue qualità diuretiche, veniva usata anche per la cosidetta "cura dell'uva". Il nome sembra derivare dal termine dialettale "caià", cioè "cagliato, in riferimento al metodo di vinificazione.
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: media, intera, quinquelobata
- Grappolo: grande, cilindrico, con due ali, compatto
- Acino: grosso, sferico
- Buccia: pruinosa, spessa, di colore nero-rossastro
- Denominazioni vinificate in Piemonte
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Dal vitigno Quagliano si ottiene un vino di colore rosso rubino tenue. Al naso è vinoso, con note floreali di viola, al palato è poco tannico e di medio corpo, fine ed armonico.
Varietà: 330 PELAVERGA PICCOLO - Data di ammissione al Registro: 24/11/1994 - Gazzetta ufficiale: G.U. 295 - 19/12/1994
Il vitigno Pelaverga Piccolo, a bacca nera, viene coltivato nella regione Piemonte.
Il Pelaverga Piccolo è un vitigno che non ha origini molto chiare, anche se sembra appurato che sia originario della zona di Verduno, nelle Langhe, dove è tuttora coltivato. Potrebbe essere qui arrivato secoli or sono in provenienza dal Saluzzese, ma le differenze dal Pelaverga di quella zona sono notevoli, soprattutto per la dimensione dell'acino, che è all'origine dell'aggetivo "piccolo".
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: medio-grande, pentagonale, trilobata o più raramente pentalobata
- Grappolo: medio-grande, conico o piramidale allungato, con una o più ali, di cui una con lungo peduncolo, mediamente spargolo
- Acino: medio-piccolo, da sferoidale a ellissoidale corto
- Buccia: molto pruinosa, di colore blu-viola con sfumature grigie dovute alla pruina
- Denominazioni vinificate in Piemonte
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Dal vitigno Pelaverga Piccolo si ottiene un vino di colore rosso rubino con riflessi violacei, fruttato al naso con ricordi di spezie, secco e abbastanza di corpo.
Varietà: 309 PELAVERGA - Data di ammissione al Registro: 6/05/1981 - Gazzetta ufficiale: G.U. 135 - 19/05/1981
Il vitigno Pelaverga, a bacca nera, viene coltivato nella regione Piemonte.
Il Pelaverga è un vitigno autoctono del Saluzzese diffuso soprattutto nell'area del Torinese conosciuta col sinonimo di Cari. Il vitigno Pelaverga venne poi introdotto nel comune di Verduno nel XVII secolo dal Beato Sebastiano Valfrè, il quale porto alcune piante di vite coltivate nella zona di Saluzzo. Il vitigno, anche a causa della produzione poco costante, sembrava condannato a scomparire. Negli anni 70, grazie all’intuizione di alcuni vignaioli di Verduno, il Pelaverga venne recuperato e salvato dall’estinzione.
- Caratteristiche del vitigno
- Foglia: medio-piccola, pentagonale, quinquelobata
- Grappolo: medio-grande, conico o piramidale allungato, generalmente compatto
- Acino: grande, ellissoidale, corto
- Buccia: molto pruinosa, di colore blu-viola
- Denominazioni vinificate in Piemonte
- Caratteristiche sensoriali del vino
- Dal vitigno Pelaverga si ottiene un vino di colore rosso rubino con riflessi violacei. Al naso è fruttato con note anche speziate e sentori di ribes, al palato risulta secco e di medio corpo, non molto alcolico.