
Assovini
- Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 08.10.1996, G.U. 262 del 08.11.1996
- Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Garda D.O.C.
La denominazione di origine controllata «Garda» e alla relativa Sottozona Classico, e' riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
VINI GARDA DOC | VINI GARDA DOC SOTTOZONA CLASSICO |
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1. Tipologie e Uve del Vino DOC Garda
- Garda Bianco (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 50% Vitigni Garganega, Trebbiano (Trebbiano di Soave e/o Trebbiano Toscano), Chardonnay, Pinot Grigio, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca bianca e/o a bacca nera vinificati in bianco, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino più o meno intenso, tendente talvolta al giallo verdolino, Odore caratteristico, intenso e delicato, dal Sapore da secco ad abboccato, armonico, pieno, fruttato.
- Garda Bianco Passito (Vino Bianco Passito)
- Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
- => 50% Vitigni Garganega, Trebbiano (Trebbiano di Soave e/o Trebbiano Toscano), Chardonnay, Pinot Grigio, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca bianca e/o a bacca nera vinificati in bianco, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 14% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo dorato più o meno intenso, Odore intenso, fruttato, caratteristico, dal Sapore da secco a dolce, armonico, caratteristico.
- Garda Bianco Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
- Versioni: Secco /Abboccato /Amabile
- => 50% Vitigni Garganega, Trebbiano (Trebbiano di Soave e/o Trebbiano Toscano), Chardonnay, Pinot Grigio, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca bianca e/o a bacca nera vinificati in bianco, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Frizzante dalla Spuma fine ed evanescente, Colore giallo paglierino più o meno intenso, tendente talvolta al giallo verdolino, Odore fine, caratteristico e Sapore da secco ad amabile, armonico.
- Garda Bianco Spumante (Vino Bianco Spumante)
- Versioni: Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec
- => 50% Vitigni Garganega, Trebbiano (Trebbiano di Soave e/o Trebbiano Toscano), Chardonnay, Pinot Grigio, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca bianca e/o a bacca nera vinificati in bianco, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Spumante dalla Spuma fine e persistente, Colore giallo paglierino più o meno intenso, Odore caratteristico, fine e Sapore da Brut nature a Demi sec, fresco, armonico.
- Garda Bianco Spumante Metodo Classico (Vino Bianco Spumante)
- Versioni: Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry
- => 50% Vitigni Garganega, Trebbiano (Trebbiano di Soave e/o Trebbiano Toscano), Chardonnay, Pinot Grigio, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca bianca e/o a bacca nera vinificati in bianco, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 12% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Spumante dalla Spuma fine e persistente, Colore giallo paglierino più o meno intenso, Odore bouquet proprio della fermentazione in bottiglia, ampio e persistente, dal Sapore da Brut nature a Extra dry, sapido, di buona struttura, fresco, armonico.
- Garda Rosé Frizzante (Vino Rosato Frizzante)
- Versioni: Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec
- => 50% Vitigni Corvina, Merlot, Cabernet, Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosato Frizzante dalla Spuma fine ed evanescente, Colore rosa più o meno intenso, Odore fine, caratteristico e Sapore da secco ad amabile, armonico, sapido.
- Garda Rosato (o Rosé) Spumante (Vino Rosato Spumante)
- Versioni: Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec
- => 50% Vitigni Corvina, Merlot, Cabernet, Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosato Spumante dalla Spuma fine e persistente, Colore rosa più o meno intenso, Odore caratteristico, delicato e Sapore da Brut nature a Demi sec, armonico.
- Garda Rosato (o Rosé) Spumante Metodo Classico (Vino Rosato Spumante)
- Versioni: Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry
- => 50% Vitigni Corvina, Merlot, Cabernet, Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosato Spumante dalla Spuma fine e persistente, Colore rosa più o meno intenso, Odore bouquet fine, ampio, caratteristico e Sapore da Brut nature a Extra dry, sapido, di buona struttura e fresco.
- Garda Rosso (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 50% Vitigni Corvina, Merlot, Cabernet, Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino più o meno intenso, Odore fruttato, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico, fruttato.
- Garda Rosso Passito (Vino Rosso Passito)
- Versioni: Secco /Abboccato /Amabile /Dolce
- => 50% Vitigni Corvina, Merlot, Cabernet, Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- =< 50% Vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 14% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Passito dal Colore rosso rubino talvolta con riflessi granati, Odore intenso, fruttato, caratteristico e Sapore da secco a dolce, armonico e di corpo.
- Garda Garganega (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Garganega
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- =>10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, talvolta tendente al giallo verdolino, Odore fruttato, fine, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico, pieno.
- Garda Garganega Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Garganega
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- =>10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dalla Spuma fine ed evanescente, Colore giallo paglierino, talvolta tendente al giallo verdolino, Odore gradevole, fine, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico, sapido.
- Garda Pinot Bianco (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Pinot Bianco
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, Odore gradevole, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico, fresco, sapido.
- Garda Pinot Grigio (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Pinot Grigio
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, talvolta ramato, Odore gradevole, fine, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, fresco, armonico.
- Garda Pinot Grigio Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
- Versioni: Secco /Abboccato /Amabile
- => 85% Vitigno Pinot Grigio
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Frizzante dalla Spuma fine ed evanescente, Colore giallo paglierino, talvolta ramato, Odore fine, caratteristico e Sapore da secco ad amabile, fresco, armonico, sapido.
- Garda Pinot Grigio Spumante (Vino Bianco Spumante)
- Versioni: Brut-nature /Extra-brut /Brut /Extra-dry /Dry /Demi-sec
- => 85% Vitigno Pinot Grigio
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Spumante dalla Spuma fine e persistente, Colore giallo paglierino, talvolta ramato, Odore caratteristico, fine, ampio e persistente, dal Sapore da Brut nature a Demi sec, fresco, armonico.
- Garda Chardonnay (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Chardonnay
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- =>10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore giallo paglierino più o meno intenso, odore gradevole, caratteristico e sapore da secco ad abboccato, fresco, sapido, armonico.
- Garda Chardonnay Frizzante (Vino Bianco Frizzante)
- Versioni: Secco /Abboccato /Amabile
- => 85% Vitigno Chardonnay
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco Frizzante dalla Spuma fine ed evanescente, Colore giallo paglierino più o meno intenso, Odore fine, caratteristico e Sapore da secco ad amabile, fresco, armonico, sapido.
- Garda Riesling (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Riesling (Riesling Italico, Riesling Renano, da soli o congiuntamente)
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino più o meno intenso, Odore gradevole, tipico, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico, pieno.
- Garda Cortese (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Cortese
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino, Odore fine, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico, fresco.
- Garda Sauvignon (Vino Bianco)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Sauvignon
- =< 15% Vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- =>10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal Colore giallo paglierino più o meno intenso, Odore delicato, leggermente aromatico e Sapore da secco ad abboccato, armonico.
- Garda Cabernet (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigni Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmenére, da soli o congiuntamente;
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino più o meno intenso, Odore vinoso, caratteristico, talvolta leggermente erbaceo e Sapore da secco ad abboccato, armonico, talvolta moderatamente acidulo.
- Garda Cabernet Sauvignon (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Cabernet Sauvignon
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino, Odore caratteristico, talvolta leggermente erbaceo e Sapore da secco ad abboccato, armonico.
- Garda Merlot (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Merlot
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino, talvolta intenso, Odore vinoso, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, pieno, armonico.
- Garda Pinot Nero (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 85% Vitigno Pinot Nero
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino più o meno intenso, talvolta con possibili sfumature aranciate, Odore fruttato, caratteristico e Sapore secco, armonico, caratteristico.
- Garda Marzemino (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Marzemino
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- =>10,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino, Odore fine, caratteristico e Sapore da secco ad abboccato, armonico.
- Garda Corvina (Vino Rosso)
- Versioni: Secco /Abboccato
- => 85% Vitigno Corvina
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia e nella provincia di Verona.
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal Colore rosso rubino più o meno intenso, Odore delicato, fruttato e Sapore da secco ad abboccato, armonico.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Garda
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Garda si estende nel tratto di territorio che comprende il Lago di Garda e nelle circostanti colline facenti parte della Pianura Padana, la cui zona vinicola si pone a cavallo tra le regioni Lombardia e Veneto.
- La Zona di Produzione del Vino DOC Garda è localizzata in:
- provincia di Verona e comprende il territorio dei comuni di Bardolino, Castelnuovo del Garda, Cazzano di Tramigna, Garda, lllasi, Lazise, Mezzane, Montecchia di Crosara, Roncà, Sant'Ambrogio Valpoticella, S. Giovanni Ilarione, San Pietro in Cariano, Tregnago, e in parte il territorio dei comuni di: Affi, Badia, Calavena, Brentino Belluno, Bussolengo, Caldiero, Caprino Veronese, Cerro, Cavaion, Colognola ai Colli, Costermano, Dolcè, Fumane, Grezzana, Lavagno, Marano, Monteforte d'Alpone, Negrar, Pastrengo, Pescantina, Peschiera, Rivoli, San Bonifacio, San Martino B.A., San Mauro di Saline, Soave, Sommacampagna, Sona, Torri dei Benaco, Valeggio sul Mincio, Verona, Vestenanuova e Villafranca.
- provincia di Mantova e comprende il territorio dei comuni di Monzambano, Ponti sul Mincio e, in parte, il territorio dei comuni di Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Solferino e Volta Mantovana.
- provincia di Brescia e comprende il territorio dei comuni di Limone sul Garda, Tremosine, Tignale, Gargnano, Vobarno, Toscolano Maderno, Gardone Riviera, Salò, Roè Volciano, Villanuova sul Clisi, Gavardo, S. Felice del Benaco, Puegnago, Muscoline, Manerba del Garda, Polpenazze, Moniga del Garda, Soiano del lago, Calvagese della Riviera, Padenghe sul Garda, Bedizzole, Lonato, Desenzano del Garda, Pozzolengo e Sirmione.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Garda
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Garda prevedono, tra l'altro, che:
Le tipologie di Vino DOC Garda, tipologie frizzante e spumante, devono essere elaborate attuando esclusivamente il processo della fermentazione naturale.
- La resa massima dell’uva in vino DOC Garda non dovrà essere superiore:
- a) al 75% per le tipologie Garganega e Bianco;
- b) al 70% per le tipologie Pinot Bianco, Pinot Grigio, Chardonnay, Sauvignon, Cortese, Riesling, Cabernet, Cabernet Sauvignon, Merlot, Marzemino, Pinot Nero, Corvina, Rosso e Rosato/Rosè;
- c) al 50% per le tipologie Bianco Passito e Rosso Passito.
- Qualora le rese indicate ai punti a) e B) venissero superate, mantenendosi entro il limite dell'80%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detto limite, ivi compreso quello di cui al punto c), decade il diritto alla DOC per tutte le tipologie di prodotto.
- Nella designazione dei Vini DOC Garda può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Garda, con esclusione delle tipologie spumante e frizzante, è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Garda Spumante, l'uso del termine "Millesimato" deve obbligatoriamente essere accompagnato dall'anno di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOC Garda
Con l’utilizzo della DOC Garda i Produttori Vinicoli Lombardi e Veneti sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Garda
Antipasti a base di carne, insalate di coniglio, primi piatti conditi con ragù o salsiccia, secondi di carne di vitello e di maiale.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Garda
In epoca romana il lago era conosciuto come Benaco, mentre oggi è meglio noto come lago di Garda, toponimo attestato fin dal Medioevo e di origine germanica, derivante da quello dell'omonima cittadina sulla sponda veronese del lago, la quale, insieme a un'altra località celebre del lago, Gardone Riviera, e altre meno conosciute, come Gàrdola, Gardoncino, Gardoni, Guàrdola e Le Garde, testimonia la presenza germanica che va dal VI al VIII secolo, in particolare quella longobarda.
Il toponimo Garda, con il quale è chiamato il lago già in alcuni documenti dell'VIII secolo, è l'evoluzione della voce germanica warda, ovvero "luogo di guardia" o "luogo di osservazione". Il toponimo classico del lago, ovvero Benācus lacus (Benaco), è quasi sicuramente di origine celtica, precedente quindi al dominio romano, e dovrebbe derivare da bennacus, confrontabile con l'irlandese bennach, e significherebbe "cornuto", ovvero dai molti promontori. La traduzione "cornuto" viene anche interpretata in riferimento alla penisola di Sirmione.
Non si è a conoscenza né di chi abbia introdotto la vite in questo ambiente né quando, ma alcune testimonianze riportano che già nel I secolo il vino gardesano era ben noto e si poteva facilmente trovare nei banchetti degli antichi romani con il nome di Vino Retico. Il Retico fu uno dei vini preferiti dell'imperatore Augusto, per lo meno secondo quello che ci riporta Svetonio, e pure Plinio loda le viti e l'uva retica, affermando che era piuttosto in voga a Roma.
L'integrazione tra Romani e Cenomani, i quali controllavano la zona gardesana, iniziò probabilmente nel 225 a.C., quando vi fu un trattato di alleanza tra Cenomani, Veneti e Romani, anche se l'effettiva romanizzazione del territorio avvenne tra il II e il I secolo a.C., tanto che nell'89 a.C. vennero concessi i diritti già delle città latine per volontà del console romano Gneo Pompeo Strabone e una quarantina di anni dopo fu concessa la cittadinanza romana a Brescia (che comprendeva la sponda occidentale e settentrionale del Benaco) e a Verona (che comprendeva invece la sponda orientale).
Un secolo strategico fu il I d.C. in quanto vennero realizzate strade di notevole importanza, come la via Gallica, che collegava Verona con Milano passando da Peschiera (l'antica Arilica), e la via Claudia Augusta, che collegava la pianura con il passo di Resia e quindi i territori più settentrionali, oltre ad alcune strade di minore importanza che collegavano la val d'Adige con il Garda, la via Benacensis (all'altezza di Torri del Benaco) e la Campiona. Furono inoltre istituiti due pagi, ovvero circoscrizioni territoriali rurali: quello dei Benacenses sul bresciano e il pagus dei Claudienses sul veronese.
Nel 268 si combatté la battaglia del lago Benaco tra l'esercito dell'impero romano, comandato dal futuro imperatore Claudio il Gotico, e la federazione germanica degli Alemanni. La schiacciante vittoria ottenuta dai romani permise la definitiva cacciata dall'Italia settentrionale degli Alemanni, a causa delle gravissime perdite che subirono durante la battaglia.
Dopo il crollo dell'impero romano la regione gardesana assistette al passaggio di numerose popolazioni barbariche, ma la prima popolazione germanica che vi si stanziò, dopo una lunga migrazione, fu quella dei Longobardi. Le loro testimonianze sono presenti per lo più lungo le sponde meridionale e orientale, preferite ad altre zone per via dell'importanza strategica: da qui si poteva infatti controllare sia le vie d'acqua del Garda e del Mincio, che la val d'Adige.
Durante l'egemonia longobarda vi fu una prima riorganizzazione, oltre che la definitiva cristianizzazione dell'area, iniziata nei secoli precedenti da San Vigilio e San Zeno. Il lago rimase al confine tra tre potenti ducati longobardi, quelli di Verona, di Trento e di Brescia, e fu al centro di un'importante rete di comunicazioni, sia commerciali sia militari.
Per tanto fin dalla Preistoria il territorio gardesano ha conosciuto la presenza dell'uomo e del vino. Sulle colline moreniche del Lago di Garda, è stato ritrovato il più antico aratro costruito dall'uomo che, cinquemila anni prima di Cristo, conosceva la vite selvatica e probabilmente anche il vino. Saranno però gli Etruschi, nel V secolo a.C. ad introdurre nel bresciano la coltivazione della vite "addomesticata" soppiantando quella selvatica.
Il Vino DOC Garda ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 8 ottobre 1996.
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 31.08.1995, G.U. 273 del 22.11.1995
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal Decreto 14.03.2023, pubblicato nella GU n.69 del 22.03.2024
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Curtefranca D.O.C.
La denominazione di origine controllata «Curtefranca» e' riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Bianco
- Rosso
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Curtefranca
- Curtefranca Bianco (Vino Bianco)
- Versioni: Secco
- => 50% Vitigno Chardonnay
- =< 50% Vitigni Pinot Bianco e Pinot Nero.
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Bianco dal colore paglierino con riflessi verdognoli, odore delicato, floreale, caratteristico, dal sapore asciutto e morbido, sapido, armonico.
- Curtefranca Rosso (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 20% Vitigni Cabernet Franc e Carmenere, da soli o congiuntamente;
- => 25% Vitigno Merlot
- >< 10-35% Vitigno Cabernet Sauvignon
- =< 15% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia
- => 11% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso vivo con riflessi rubino brillanti, odore fruttato caratteristico, eventualmente erbaceo, dal sapore di medio corpo, asciutto, vinoso, armonico.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Curtefranca
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Curtefranca è delimitata a est dalle colline rocciose e moreniche di Rodengo Saiano, Ome, Gussago e Cellatica, a nord dalle sponde meridionali del Lago d’Iseo e dalle ultime propaggini delle Alpi Retiche, a ovest dal fiume Oglio e infine a sud dal Monte Orfano. Il territorio è adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Curtefranca è localizzata in:
-
provincia di Brescia e comprende il territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Corte Franca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d'Iseo, Cellatica, Gussago e, in parte, il territorio dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago San Martino.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Curtefranca
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Curtefranca prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Curtefranca non dovrà essere superiore al 68%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC, ma potrà essere riclassificata nella denominazione di Vino IGT Sebino. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto che, tuttavia, potrà essere riclassificato nella denominazione IGT Sebino.
- Le uve destinate alla produzione del Vino DOCG Franciacorta possono essere altresì destinate alla produzione del Vino DOC Curtefranca nella sola tipologia Bianco.
- Nella designazione dei Vini DOC Curtefranca può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione. La menzione Vigna comporta un arricchimento di profumi e di struttura notevoli ed una caratterizzazione evidente legata allo specifico vigneto di provenienza.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Curtefranca è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
- Il vino DOC Curtefranca Bianco deve essere sottoposto ad affinamento in bottiglia per almeno 3 mesi.
- Il vino DOC Curtefranca Rosso deve essere sottoposto ad invecchiamento in legno per almeno 8 mesi, di cui almeno 6 di affinamento in bottiglia.
4. Produttori di Vino DOC Curtefranca
Con l’utilizzo della DOC Curtefranca i Produttori Vinicoli Lombardi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Curtefranca
Antipasti, salumi, pesci in generale, primi piatti tradizionali.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Curtefranca
La presenza della vite in forma spontanea sin dalla preistoria è la dimostrazione che trattasi di areale vocato alla viticoltura. Ne sono una prova i rinvenimenti di vinaccioli di epoca preistorica ed il materiale archeologico rinvenuto su tutta la zona oltre alle diverse testimonianze di autori classici, da Plinio a Columella a Virgilio. Sappiamo anche dei popoli che si stanziarono in Franciacorta e che conosciamo anche attraverso testimonianze storiografiche: i galli Cenomani, i Romani, i Longobardi.
Da una specificità di questo territorio deriva il nome Curtefranca, neologismo che si riferisce alle corti franche, cioè al fatto che i principali centri dell’area dell’arco morenico - Borgonato, Torbiato, Nigoline, Timoline, Colombaro, Clusane, Cremignane, Adro - erano all’origine, delle corti regie, che successivamente all’arrivo dei benedettini e dei cluniacensi, godettero di franchigie (curtes francae), cioè di esenzione dal pagamento dei dazi di trasporto, perché deputati al controllo delle strade e bonificatori del territorio.
Corte Franca è anche uno dei comuni posti nel centro del territorio stabilito dal disciplinare costituito con regio Decreto di Vittorio Emanuele III nel luglio 1928, riunendo in una unica amministrazione i quattro nuclei storici di Borgonato, Colombaro, Nigoline e Timoline fino ad allora piccoli Comuni autonomi. Vari studi storici-geografici sostengono tale tesi.
Importante a tal fine è stata l’opera di Gabriele Archetti su “Vigne e vino nel Medioevo: il modello della Franciacorta (secoli X – XV)” che ha permesso di tracciare una mappa della vitivinicoltura per il periodo altomedioevale.
Il primo documento che ci dà notizia di proprietà fondiarie dislocate in zona, dipendenti dal monastero bresciano di S. Salvatore, risale all’anno 766. Si tratta del diploma con cui Adelchi, figlio di Desiderio, aveva provveduto a donare “pro rimedio animae” al monastero, fondato pochi anni prima per iniziativa della madre Ansa, tutti i beni (comprese vigne e cantina) avuti in eredità dal nonno Verissimo e dagli zii Donnolo e Adelchi.
Prima del secolo X, però, le conoscenze sulla diffusione e la consistenza della viticoltura rimangono scarse e frammentarie, anche se alcune località dovettero conoscere una intensa attività vinicola già in età romana. In un documento del 7 aprile 884, il Monastero di Santa Giulia esercitava la “undatio fluminis in Caput Ursi” cioè dal diritto di pedaggio sul fiume Pò a Caorso nel piacentino riceveva spezie, sale e olio, mentre il monastero trasportava vino rosso e vino bianco nei propri possedimenti del cremonese e del piacentino fino nel reatino.
I documenti del IX, e specialmente del X e XI secolo, come risulta dal Polittico di Santa Giulia, dalle carte di Leno e di altri importanti enti monastici urbani, testimoniano una diffusione colturale della vite sparsa un po’ dappertutto e sono una spia indicativa della continuità, suggellata da significativi rinvenimenti archeologici nella zona, della vitivinicoltura dall’età tardo antica al pieno medioevo in Franciacorta, facilitata anche dalle favorevoli condizioni climatiche e pedologiche. Una continuità che trova precisi riscontri documentari come mostrano soprattutto le carte giuliane e quelle della Mensa vescovile, come riferisce sempre Gabriele Archetti.
Nel 1967 viene istituita la Doc Franciacorta rosso che è una delle prime Denominazioni di origine controllata nate in Italia e che contempla anche la tipologia spumante.
E’ nel 1995 che viene dedicato un Disciplinare specifico con la nascita della Doc Terre di Franciacorta segno che il territorio meritava un’attenzione specifica sui vini bianchi e rossi tranquilli.
Nel 2008 ulteriore passo fondamentale è stato il cambio di nome della Denominazione a Curtefranca che ha idealmente ultimato il percorso di valorizzazione della denominazione in virtù dello stretto legame col territorio di origine produzione.
Il Vino DOC Curtefranca ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 31 agosto 1995.
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.P.R. 19.04.1968, G.U. 141 del 4.06.1968
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Cellatica D.O.C.
La denominazione di origine controllata «Cellatica» e' riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Rosso
- Rosso Riserva
- Rosso Superiore
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Cellatica
- Cellatica Rosso (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 30% Vitigno Marzemino (o Barzemino)
- => 30% Barbera
- => 10% Schiava Gentile (Media e Grigia)
- => 10% Incrocio Terzi n.1 (Barbera per Cabernet Franc)
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino, odore vinoso tipico e sapore sapido, asciutto, con retrogusto leggermente amarognolo.
- Cellatica Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
- Versioni: Secco
- => 30% Vitigno Marzemino (o Barzemino)
- => 30% Barbera
- => 10% Schiava Gentile (Media e Grigia)
- => 10% Incrocio Terzi n.1 (Barbera per Cabernet Franc)
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino, odore vinoso tipico e sapore sapido, asciutto, con retrogusto leggermente amarognolo.
- Cellatica Rosso Superiore (Vino Rosso Superiore)
- Versioni: Secco
- => 30% Vitigno Marzemino (o Barzemino)
- => 30% Barbera
- => 10% Schiava Gentile (Media e Grigia)
- => 10% Incrocio Terzi n.1 (Barbera per Cabernet Franc)
- =< 10% Vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella regione Lombardia
- => 11,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Superiore dal colore rosso rubino, odore vinoso tipico e sapore sapido, asciutto, con retrogusto leggermente amarognolo.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Cellatica
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Cellatica si estende sulle colline rocciose bresciane costituite dalle propaggini dei monti che da Brescia e Colleberato vanno verso la Franciacorta. Il territorio è adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Cellatica è localizzata in:
- provincia di Brescia e comprende il territorio dei comuni di Rodengo Saiano, Gussago, Cellatica, Collebeato e Brescia.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Cellatica
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Cellatica prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Cellatica non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 6%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
- Nella designazione dei Vini DOC Cellatica può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Cellatica è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
- Il vino DOC Cellatica Superiore deve essere sottoposto ad invecchiamento per circa 12 mesi e, comunque, dovrà essere messo al consumo non prima del 30 settembre dell'annata successiva alla vendemmia.
4. Produttori di Vino DOC Cellatica
Con l’utilizzo della DOC Cellatica i Produttori Vinicoli Lombardi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Cellatica
Antipasti di salumi non particolarmente saporiti, ragù delicati, grigliate di carni bianche.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Cellatica
Andrea Bacci, alla fine del 1500, descrivendo l’agricoltura dell’Italia Settentrionale diceva “… oserei dire che il territorio di Brescia supera il resto della regione trans-padana nella fecondità di ogni frutto, ma specialmente nei vini …Vini bianchi, rossicci e rossi, moscatelli e vernaccie, queste ultime specialmente squisite in quel di Cellatica, emule di vini greci, esportate con gran guadagno a Milano e in Germania e, talvolta, anche a Roma …”.
L’antica fama del vino di Cellatica non è mai venuta meno superando agevolmente, grazie alla tenacia dei produttori della zona, sia le storiche avversità di origine patologica che afflissero il Continente, sia lo spopolamento di queste colline, favorito dalla vicinanza della città industriale che sembrò, ad un certo momento, porre fine a quella meravigliosa viticoltura propria del famoso “attico di Cellatica”.
Nel 1934 si costituiva il consorzio Produttori Vino di Cellatica aderente allora alla Federazione Provinciale degli Agricoltori. Questo Consorzio ebbe anch’esso vita breve date le divergenze sorte tra i soci forse anche perché questi vini, riusciti di ottimo pregio, non trovarono nella vendita all’ingrosso la remunerazione che loro spettavano.
Il 9 febbraio 1952, circa trent’anni dopo i primi tentativi di cooperazione, la “Cooperativa Viti Vinicola Cellatica – Gussago”, che sulla scorta delle esperienze passate, trovava finalmente la sua strada affiancandosi a quelle cantine padronali di lunga tradizione e di solido inserimento nel mercato che hanno sempre rappresentato per Cellatica il miglior biglietto da visita.
Nell’Atlante Economico Geografico del Senator Arturo Marescalchi, edito nel 1911, è riportato fra i vini della provincia di Brescia (quelli commercialmente più noti), il Cellatica che si poteva trovare nei migliori ristoranti e fra la lista dei vini pregiati delle maggiori case vinicole lombarde. Ma ancora più che gli scritti e i documenti è la tradizione che ha valorizzato i vini di questa zona, a tal punto che, pronunciando il nome di Cellatica nessuno poteva dissociare il pensiero dal vino ivi prodotto.
Il Vino DOC Cellatica ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 19 aprile 1968.
Vino a Denominazione di Origine Controllata - Approvato con D.M. 3.08.2010, G.U. 194 del 20.08.2010
Denominazione aggiornata con le ultime modifiche introdotte dal D.M. 07.03.2014
--- Confine regionale --- Confine provinciale ♦ Zona di produzione
Vino Casteggio D.O.C.
La denominazione di origine controllata «Casteggio» e' riservata ai vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione per le seguenti tipologie:
- Rosso
- Rosso Riserva
1. Tipologie e Uve del Vino DOC Casteggio
- Casteggio Rosso (Vino Rosso)
- Versioni: Secco
- => 65% Vitigno Barbera
- =< 35% Vitigni Croatina, Uva Rara, Ughetta (o Vespolina) e Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso dal colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l’invecchiamento; al naso sono intensi, eterei, delicati e complessi: si percepiscono fragranze di frutti rossi (marasca), viola e spezie; in bocca si presentano secchi, armonici e di grandi corpo e struttura, con una buona acidità e una medio-lunga persistenza.
- Casteggio Rosso Riserva (Vino Rosso Invecchiato)
- Versioni: Secco
- => 65% Vitigno Barbera
- =< 35% Vitigni Croatina, Uva Rara, Ughetta (o Vespolina) e Pinot Nero, da soli o congiuntamente.
- => 12,50% Vol. Titolo alcolometrico
- Vino Rosso Invecchiato dal colore rosso rubino intenso, talvolta con riflessi violacei e tendenti al granato con l’invecchiamento; al naso sono intensi, eterei, delicati e complessi: si percepiscono fragranze di frutti rossi (marasca), viola e spezie; in bocca si presentano secchi, armonici e di grandi corpo e struttura, con una buona acidità e una medio-lunga persistenza.
__________
(Legenda simboli: > maggiore di; < minore di; >< da-a; = uguale a; => uguale o maggiore di; =< uguale o minore di).
2. Territorio e Zona di produzione del Vino DOC Casteggio
L'area geografica vocata alla produzione del Vino DOC Casteggio si inserisce all’interno della più vasta area dell’Oltrepò Pavese, che occupa una fascia collinare pertinente all'Appennino disposto tra Piemonte ed Emilia Romagna, in un territorio adeguatamente ventilato, luminoso e favorevole all'espletamento di tutte le funzioni vegeto-produttive delle vigne.
La Zona di Produzione del Vino DOC Casteggio è localizzata in:
- provincia di Pavia e comprende il territorio dei comuni di Casteggio, Borgo Priolo, Corvino San Quirico, Montebello della Battaglia, Calvignano, Oliva Gessi e Torrazza Coste.
3. Vinificazione e Affinamento del Vino DOC Casteggio
Nelle fasi di vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche leali e costanti della zona atte a conferire ai vini le loro peculiari caratteristiche di qualità.
Le pratiche enologiche di vinificazione del Vino DOC Casteggio prevedono, tra l'altro, che:
- La resa massima dell’uva in vino DOC Casteggio non dovrà essere superiore al 70%; nel caso tali parametri venissero superati entro il limite del 5%, l'eccedenza non potrà avere diritto alla DOC. Oltre detti limiti decade il diritto alla DOC per tutto il prodotto.
- In presenza di determinati requisiti previsti dal disciplicare, i Vini DOC Casteggio Rosso e Rosso Riserva possono essere riclassificati nella denominazione DOC Oltrepò Pavese.
- Il vino DOC Casteggio Rosso deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di rovere e almeno 6 mesi di affinamento in bottiglia.
- Il vino DOC Casteggio Riserva deve essere sottoposto ad invecchiamento per almeno 36 mesi.
- Nella designazione dei Vini DOC Casteggio può essere menzionata la dizione "Vigna" purchè sia seguita dal relativo toponimo e che siano rispettate determinate pratiche di vinificazione.
- Sulle etichette di ciascuna tipologia di Vino DOC Casteggio è obbligatorio riportare l'annata di produzione delle uve.
4. Produttori di Vino DOC Casteggio
Con l’utilizzo della DOC Casteggio i Produttori Vinicoli Lombardi sono orgogliosi di presentare al consumatore un Vino di Qualità che ha più cose da raccontare rispetto ad altri: da dove proviene, come viene lavorato, le origini storiche e le caratteristiche che lo identificano in un territorio ben definito che l'appassionato o l'estimatore potrà maggiormente percepire ed apprezzare durante la Visita alle Cantine che operano nell'ambito di questa denominazione.
5. Abbinamenti gastronomici con il Vino DOC Casteggio
Antipasti a base di carne, insalate di coniglio, primi piatti conditi con ragù o salsiccia, secondi di carne di vitello e di maiale.
6. Storia e Letteratura del Vino DOC Casteggio
L'area destinata alla DOC “Casteggio” interessa quelle terre a vocazione viticola che, storicamente gravitavano intorno al bacino di produzione, vinificazione e commercializzazione del mercato di Casteggio.
Se l’Oltrepò Pavese è da sempre un territorio di elezione per la viticoltura, il territorio di Casteggio è da sempre caratterizzato da una forte vocazione vitivinicola. In particolare sotto il marchio Casteggio veniva storicamente prodotto ed imbottigliato un vino rosso fermo, originato da uve autoctone con prevalenza di Barbera, dalle spiccate caratteristiche di pregio e serbevolezza, espressione di un ambiente, di un territorio e di un assetto sociale capace di impiegare tale vino sia come motore economico che come traino commerciale.
La vocazione vitivinicola dell’area casteggiana trova radici nel contesto di un passo di Polibio (da: Le storie. III) il quale, trattando del territorio dei liguri accenna all’abbondanza del grano, dell’orzo e del vino che equipara, quanto a costo, all’orzo stesso.
La produzione del “Casteggiano” è sempre stata rinomata anche in epoche remote, tanto che il Giulietti così ne riferisce da documenti del 1523 relativi alla storia di Casteggio: “… ma anche il vino era assai pregiato, perché veniva tenuto in conto la buona coltivazione della vite. Casteggio inviava ogni anno al feudatario di Milano una bonza di brente di vino!”. E poi ancora Davide Zanardi nella Monografia Vitivinicola dell’Oltrepò Pavese: “Mairano, Monbrione, Castelfelice, Ginestrina, Frecciarossa, sono queste fra le località di Casteggio più degne di nota per l’ottima produzione di vini fini.
La tesi che vuole la Vitis vinifera di provenienza asiatica trova un avversario in Carlo Giulietti, che nel 1876, in una sua comunicazione alla redazione del giornale del “Comizio Agrario Vogherese”, parla del ritrovamento di una vite fossile nei dintorni di Casteggio. Prove tangibili dell’attività vitivinicola in zona durante l’occupazione romana dell’agro Casteggiano nel 222 a.C., si rilevano grazie ai reperti rinvenuti nel 1872 in occasione degli scavi per la fondazione della casa Cerutti di viale Giulietti, tra i quali un’anfora ancora intera piuttosto grossa, alla quale ne viene affiancata una media, ad un solo manico, di forma molto slanciata, che venne ritrovata… scavando nella cantina di casa Sciaccaluga nell’attuale piazza Dante (da: Notizie Storiche. II. Avanzi di antichità o notizie archeologiche e relative deduzioni storiche, Voghera, 1893). Quale tipologia di vino abbiano contenuto quelle anfore non ci è dato sapere.
Solo con il Medioevo alto e con l’emanazione nel 1270 al contado pavese, comprendente Casteggio, degli Statuti Comunali, rileviamo in essi il “vinum nostranum Lomelline et Ultrapadum”, ricavato da “vites nostranæ” e “vites vermiliæ” (da: L. De Angelis – Cappabianca, I beni del Monasterodi S. Maria Teodote di Pavia nel territorio circostante Voghera e Zenevredo (Pavia) dalle origini al 1346. Ricerche di storia agraria Medievale, Alessandria 1982).
Un quadro generale sulle produzioni che si affermano nel casteggiano, si rileva nel 1896 dall’opera: “Notizie e studi sui vini ed uve d’Italia”, a cura del Ministero dell’Agricoltura. “Sulle amenissime colline di Casteggio, trovansi i vitigni migliori fra le uve rosse: Barbera, Croatina, Bonarda, Dolcetto, Lambrusca, Grignolino, Neretto e Ughetta; fra le uve bianche: Malvasia, Trebbiano, Cortese e Moscato. I vini in genere sono discreti, morbidi e pastosi, si esitano e si consumano entro l’anno” (da: D. Zanardi. Monografia vitivinicola dell’Oltrepò Pavese, Milano, 1958).
Casteggio nell’immediato dopoguerra è un paese prettamente vitivinicolo. La CSC, Cantina Sociale omonima, e produttori blasonati quali Angelo Ballabio, Fernando Bussolera, Giorgio Odero, Giulio Venco, Giuseppe Cavazzana, Giovanni Bianchi e altri, sono a rappresentanza di una zona “Casteggiana” importante e blasonata, riconosciuta a livello nazionale. Angelo Ballabio e il figlio Giovanni, titolari dell’azienda omonima, denominano il loro vino rosso da invecchiamento più importante “Clastidium”. L’etichetta recita: Clastidium. Vino rosso riserva.
Grande peso enologico ha poi la Cantina Sociale di Casteggio, fondata nel 1907 per vinificare e commercializzare autonomamente la produzione dei soci. In quei tempi Barbera e Croatina sono la base importante per il vino rosso. Nell’archivio della Cantina sono state trovate etichette che dimostrano come il vino rosso in quei tempi venisse chiamato Casteggio.
Importante anche un riconoscimento dal “Concorso Enologico Italia Settentrionale” rilasciato ad Acqui nel 1954, dove si attesta una medaglia di bronzo, alla Cantina Sociale di Casteggio per il vino “Casteggio” millesimo 1952, quindi invecchiato.
Nello stesso periodo, a valorizzare Casteggio, quale polo produttivo catalizzatore di una zona più vasta, partecipano anche i comuni di Montebello della Battaglia, Torrazza Coste, Borgo Priolo, Calvignano, Corvino San Quirico e Oliva Gessi. Aziende di questi comuni come Costaiola, Mazzolino e Marzuola, ancora prima della nascita della DOC, scrivono in etichetta “Casteggio”.
Casteggio è da oltre un secolo il vero centro di produzione di un vino rosso ottenuto da vitigni di Barbera in percentuale maggiore, quindi Croatina e Uva rara.
I vini prodotti nella zona denominata “Casteggio”, presentano grandi similitudini in termini morfologia del terreno e microclima, ma anche storia, tradizione e mentalità produttiva, percentuali d’uso dei vitigni, sistemi di allevamento e rese per ettaro, nonché stile di vinificazione, invecchiamento e relativo affinamento.
Più di recente, grazie alla sua indiscussa tradizione storica, la DOC “Casteggio” è stata svincolata dalla DOC “Oltrepò Pavese” ottenendo il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata in data 3 agosto 2010.